BOLZANO. Piromani giovanissimi, alcuni minorenni, agivano per gioco dando fuoco ai cassonetti della città. Forse una sfida sui social. Oppure semplici bravate, che però alla Seab sono costate qualcosa come 150mila euro solo l’anno scorso. Ora - le denunce risalirebbero alle scorse settimane - i responsabili sarebbero stati “catturati” dalle immagini delle telecamere comunali posizionate in strada o sugli incroci. La Polizia municipale le mette a disposizione di polizia di Stato e carabinieri per facilitare le indagini.
 

Le analisi dei filmati sono state lunghe e proseguiranno, visto che non tutti i colpevoli hanno ancora un nome. Molti di loro, mentre appiccavano gli incendi, erano ben coperti da cappuccio, scaldacollo e cappellino. Altri sono stati meno prudenti e hanno dato modo agli inquirenti di identificarli.
 

Non è chiaro se abbiano agito in gruppo o in solitaria. Prevale il massimo riserbo, ma è probabile che i giovani autori verranno ascoltati ancora per raccontare la loro versione dei fatti e per permettere di risalire ad eventuali complici.


«È una notizia positiva, anche se attendiamo comunicazioni ufficiali. Il prossimo passo è capire come procedere e in che modo coinvolgere l’assicurazione per quanto riguarda eventuali risarcimenti. Nell’interesse di tutti perché si tratta di soldi pubblici», precisa Kilian Bedin, presidente della Seab.


Numeri senza precedenti

Sono trenta i cassonetti distrutti dalle fiamme nella notte di San Silvestro. Più di 50mila euro di danni che, se si sommano agli altri sessanta bidoni bruciati dai vandali nel 2024, lievitano a 150mila euro.
 

È una tipologia di atto vandalico che si è verificato più volte anche in passato, ma mai in queste dimensioni. Ogni episodio richiede l’impiego di diversi mezzi e uomini per effettuare la rimozione dei rifiuti bruciati, il ritiro dei contenitori danneggiati, la pulizia e la sanificazione delle aree colpite, lo smaltimento del materiale bruciato ed infine il posizionamento dei nuovi contenitori. Oltre ai costi, gli incendi ai cassonetti rappresentano un pericolo notevole. In alcuni casi le fiamme si sono propagate altrove, danneggiando lampioni e auto. È un miracolo che non ci siano stati feriti.
 

«Ci sono stati novanta incendi - spiega Bedin - che potevano concludersi in maniera molto più grave di qualche bidone sciolto». Seab ha sempre sporto denuncia per ogni singolo cassonetto dato alle fiamme e le forze dell’ordine ora sono al lavoro per individuare gli altri piromani.
 

Ma gli episodi continuano

Le denunce però non bastano a fermare quello che forse si potrebbe definire un effetto emulazione. Ieri il Corpo permanente dei vigili del fuoco è intervenuto in via della Vigna, dopo la segnalazione di un residente, per una campana della carta in fiamme. L’incendio ha danneggiato anche il bidone della plastica posizionato a fianco. Poi è stato spento senza ulteriori conseguenze.
 

Una mattinata movimentata per i pompieri che hanno estinto un rogo che fuoriusciva da un cestino delle immondizia a Ponte Resia. Sono episodi dolosi.