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BOLZANO. L’olmo siberiano è venuto giù d’improvviso in via Laurin. Non tutto, un suo ramo. Ma è bastato per far danni a cose e persone. Tre feriti. Soprattutto, a dirci che lo stato di salute del vastissimo patrimonio verde urbano è a rischio.
E non - ecco il punto - per il cambiamento climatico. «È che si è fatta e si sta facendo una cattiva manutenzione», attacca Stefano Fattor (Pd). Il quale, a sostegno dei suoi sospetti, ha allegato ad una interrogazione appena depositata in consiglio comunale le immagini degli interventi sulle grandi presenze arboree al Parco Berloffa.
Qui, secondo il consigliere dem, sarebbero state fatte operazioni «palesemente al di fuori dei protocolli stabiliti dal Comune stesso per agire in simili circostanze». In particolare, è la sua tesi, sarebbero stati effettuati scavi pericolosamente vicini alle radici, compromettendone in molti casi la stessa tenuta. Scenario possibile?
«Con questa metodologia, che sta fuori dalle cornici protocollari, c’è la possibilità che episodi come quello accaduto in agosto ai danni dell’olmo siberiano possano replicarsi ai danni degli innumerevoli alberi ad alto fusto che si trovano sotto la cura della giardineria comunale».
Non sarebbe dunque il cambiamento climatico all’origine del crollo ma - secondo il consigliere che ha ottenuto una dettagliata documentazione originale in proposito - una fuoriuscita dalle cornici di intervento così come stabilito dalle stesse norme tecniche municipali.
«Risultano infatti visibili - scrive nell’interrogazione in Consiglio - scavi, tagli, compattamento del terreno effettuati in prossimità dell’apparato radicale». Ecco quindi che, agendo in questo modo, il rischio è di compromettere la vitalità e la stabilità non solo dell’olmo in Parco Berloffa che ha ferito dei passanti ma, parole di Stefano Fattor, «tutti gli altri di Bolzano».
Il consigliere, ecco lo snodo delle questione, ha avuto modo di mettere mano su una serie di protocolli e di documentazioni relative al modus operandi delle squadre addette alla manutenzione che paiono mettere in dubbio il fatto che le operazioni siano state e siano attualmente condotte secondo le norme stabilite dal municipio stesso.
Fattor, inoltre, fa emergere, sotto traccia, il sospetto che negli ultimi tempi l’osservazione e la cura degli alberi ad alto fusto sarebbe passata in sordina e che, in particolare, non sarebbero state valutate appieno le conseguenze dell’arrivo del grande cantiere centrale sulla salute del verde che è stato successivamente riqualificato.
«Per questo chiedo quale sia il soggetto tecnico responsabile della conservazione e l’aggiornamento della documentazione relativa ai controlli e alle manutenzioni degli alberi presenti nell’area interessata», conclude. P.CA.


