BOLZANO. L’onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia per il Trentino Alto Adige, ha duramente criticato la nuova provocazione social del leader secessionista Sven Knoll di Südtiroler Freiheit. L’esponente politico ha ricordato come il percorso che ha portato all’inserimento del Monumento alla Vittoria di Bolzano in un itinerario di lettura storica sul fascismo e sull’occupazione nazista sia stato lungo e complesso, fino all’apertura di un museo dedicato.


Secondo Urzì, la restituzione del monumento restaurato alla società civile come luogo di memoria e riflessione storica rappresenta un atto dovuto: «Si tratta di un simbolo centrale nell’evoluzione identitaria di una comunità e un esempio di civiltà nella tutela del patrimonio artistico e monumentale».
Il deputato ha sottolineato come oggi i luoghi della memoria collettiva in città siano diversi – dall’atrio del Comune di Bolzano alla piazza Walther, fino ai cimiteri – dove si ricordano tutti i caduti e si celebrano giornate come quella delle Forze Armate e dell’unità nazionale. 
 

Per questo motivo, Urzì ha definito «miseria intellettuale» la proposta diffusa da Knoll sui social, che mostrava un’immagine del monumento smontato: «La storia non si cancella, si racconta. Solo i professionisti della provocazione continuano a soffiare sul fuoco dei rancori, ignorando la cultura della convivenza che la maggioranza della popolazione altoatesina costruisce giorno per giorno».

In chiusura, l’esponente di Fratelli d’Italia ha paragonato la posizione di Knoll a quella dei «talebani e dell’Isis, responsabili della distruzione di siti storici come Palmira», ribadendo che «alla storia ci si appiglia solo per esistere, mentre la società civile sceglie la via della memoria condivisa».