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MERANO. Cavaliere e proprietario di successo, e ancor prima uomo di grande stile ovunque stimato, è morto l’alta notte a 72 anni in una clinica del Milanese Massimo Caimi. Il suo nome, nell’ippica, si lega indissolubilmente a quello di North Bay sulla cui sella nel 1988 vinse il Gran Premio Merano, uno tra i rarissimi gentlemen rider ( fantini non professionisti) a riuscire nell'impresa. Il sodalizio, profondo e vincente, con l'allenatore Gianmaria Travagli era sorto nel 1975 ed è durato 37 anni raccogliendo allori negli ippodromi dell'ostacolismo italiano. “Quel cavaliere dai capelli bianchi, intrepido come un paladino”: così lo defininì Rita Levi Montalcini, ospite d'onore in quel “Merano”. North Bay è il capolavoro di una scuderia, la Sagal, che annovera altri campioni quali Whahoume e Plinsky.
Caimi è stato personaggio che incarnava un'ippica che oggi appare lontana. Si avvicinò al mondo delle corse relativamente tardi, a 33 anni. Imprenditore, si divideva fra lavoro e una passione per i cavalli e l'ippica (tradotta anche in una partecipazione nella società Merano Maia) che non si è esaurita quando è sceso di sella, tenuta viva nel ruolo di proprietario e in uscite di caccia.(sim)


