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MERANO. Una città irriconoscente, che non sa ricordare nel modo dovuto e apprezzare quelli che sono i suoi più importanti benefattori, questa è Merano. Mentre a Franz Tappeiner sono state intestate scuole, passeggiate e ospedale, Urban e Maria Pitsch sono ricordati solo attraverso una lapide da poco ristrutturata sulla parete esterna nord della chiesa parrocchiale di Maia Bassa e con il nome della fondazione che gestisce in città le principali strutture per anziani di Merano.
Ma chi sono stati Urban e Maria Pitsch e perché meritano di essere ricordati? Domani, la fondazione Pitsch al soggiorno per anziani di via Palade con una cerimonia ricorderà i 150 anni dalla nascita della fondazione, l'anno nel quale Urban Pitsch, latifondista vissuto nell'Ottocento, con un testamento rivoluzionario donò alle parrocchie di Maia e al decanato di Merano tutte le sue proprietà. Senza eredi diretti, Pitsch decise di fare del bene alla sua città anziché premiare i parenti di secondo e terzo grado.
Per capire la portata di questa donazione, basta ricordare alcune delle strutture pubbliche che oggi sorgono sui terreni donati da Urban e Maria Pitsch. Stiamo parlando dei terreni dove sorgono le scuole medie di lingua tedesca a Maia Alta, del parco Maia all'angolo tra via Schaffer e Winkel, dello Johanneum di Merano, oggi Opera Serafica e dei terreni sui quali sorgono lo School Village e l'ospedale.
Con parte dei fondi è stato inoltre ristrutturato per ben due volte il Duomo dedicato a San Nicolò.
Ma non è tutto. Grazie a quel lascito testamentario nel corso dei decenni è potuta nascere la fondazione Pitsch, che oggi in città gestisce uno dei settori più delicati nel sociale, l'assistenza agli anziani. L'ente offre assistenza a 178 anziani e dispone di 35 alloggi protetti all'ex hotel Seisenegg, che la fondazione ha completamente ristrutturato e trasformato nel corso degli ultimi due decenni.
E come è possibile che Urban e Maria Pitsch siano stati dimenticati dalla collettività meranese al punto da non trovare né una piazza, né una via intitolata a quello che a tutti gli effetti è da considerare il principale benefattore di Merano e alla sorella?
"In occasione della ricorrenza dei 150 anni dalla firma di quel lascito testamentario – spiega Hermann Raffeiner, presidente della fondazione Pitsch – abbiamo deciso di impegnarci per ricordare il nome del nostro fondatore e della sorella Maria, dando a loro il giusto merito. Non tocca a noi intitolare edifici o strade, ma credo siano le prime persone che in città lo meriterebbero”.©RIPRODUZIONE RISERVATA


