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BOLZANO. Benino in città (prezzi: +2,6%) e maluccio nelle valli, comprese le località turistiche. Il mercato immobiliare, nel 2013, ha fornito risultati a macchia di leopardo. Non si conosce ancora il numero complessivo delle transazioni, ma se non altro il numero delle 450 agenzie è rimasto più o meno invariato. «Nel resto d’Italia - sottolinea la Fiaip - il numero delle chiusure ha sfiorato il 20%, mentre in Alto Adige siamo riusciti a tenere. Siamo nell’ordine di un’agenzia ogni 1000 abitanti, più dei medici di famiglia».
Il trend, per quanto attiene le compravendite, ricalca quello del passato. «È andato meglio l’usato del nuovo, fatte salve ovviamente alcune eccezioni, anche importanti. Penso ad esempio al caso di viale Druso, al bivio Merano-Mendola, dove la Zima è riuscita a vendere bene, a prezzi competitivi».
Il tutto in un contesto in cui continuano ad esserci alcune centinaia di appartamenti nuovi desolatamente vuoti. «È il caso di Firmian, ma anche di Rencio». Nelle località turistiche, invece, si registra un calo dei prezzi di vendita. «In Venosta o in Passiria tutto è fermo. Ma anche nelle vallate ladine abbiamo fatto i conti con una contrazione dei prezzi. Ci siamo trovati di fronte, in diversi Comuni, a sindaci che hanno fatto il bello e cattivo tempo arrivando anche a boicottare iniziative imprenditoriali regolarmente previste nel Puc».
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