BOLZANO. «La giustizia dell’incontro. Vittime e responsabili della lotta armata a confronto». Questo il titolo dell’incontro, organizzato dal Centro per la pace, che si terrà il 23 novembre alle 18 nella sala di rappresentanza del Comune in vicolo Gumer 7. Un incontro destinato sicuramente a far discutere visto che interverranno Giovanni Ricci, sociologo, figlio dell’appuntato Domenico Ricci, caposcorta di Aldo Moro, ucciso il 16 marzo 1978 dalle Brigate rosse in via Fani; e Adriana Faranda che entrò a far parte delle Brigate Rosse, insieme al suo compagno Valerio Morucci, nell'estate del 1976, dirigendo la colonna romana e svolgendo un ruolo importante durante il sequestro Moro: era la "postina". Arrestata il 30 maggio 1979 insieme a Morucci, durante gli anni Ottanta si è dissociata dal terrorismo beneficiando successivamente delle riduzioni di pena previste dalla legge 18 febbraio 1987 n.34, e uscendo dal carcere nel 1994. Presente anche Adolfo Ceretti, criminologo e ordinario dall’università Bicocca di Milano. Moderatore: Alessandro Pedrotti, responsabile del servizio Odòs di Caritas.

«Due destini incrociati - si legge nella presentazione dell’evento -. Da un lato Adriana Faranda e dall’altro Giovanni Ricci, due persone unite da uno dei momenti più cupi della nostra storia repubblicana. Due umanità che dopo quarant’anni si ricongiungono, grazie al metodo della giustizia riparativa, che è riuscito nella difficile impresa di riavvicinare vittime e autori di reati. Un lungo percorso per cercare di sanare le ferite dell’animo, superando diffidenza e rabbia. Attraverso programmi di incontro, con i membri delle rispettive famiglie o con le comunità di riferimento, tre mediatori, tra cui Ceretti, sono riusciti a far incontrare alcune vittime e responsabili di reati. Il loro lavoro nasce dalla voglia di capire il passato per assumere una piena consapevolezza delle scelte, sospendendo ogni giudizio».