BOLZANO. È stata una partita vera, di campionato: di quelle che piacevano a Daniele Pirilli.

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Il suo Excelsior se l’è giocata con il cuore mettendo in campo tutto quello che aveva per ricordarlo. Poco importa che il risultato finale sorrida agli avversari (0-5) perché questa squadra ci ha insegnato che il punteggio non è l’unica cosa che conta. Ieri, infatti, al Resia A è andata in scena la partita con cui gli ex compagni hanno voluto ricordare il loro numero 10 strappato al campo e alla vita dalla fibrosi cistica. Un esempio, Lele, perché non mollava mai a centrocampo e pretendeva il massimo da tutti. La partita è stata giocata davanti ai genitori di Daniele, Annamaria e Sarino (molto conosciuti nel quartiere perchè titolari del Bar Piacenza), il fratello Alex con la moglie e, per la prima volta, il loro piccolo bambino. Lo hanno chiamato Daniele con grande sensibilità ed amore. Al termine della partita spazio anche alla grigliata tra amici e calciatori al centro giovanile Villa delle Rose. Grinta e amicizia, sport e capacità di fare gruppo: in una giornata tutto ciò che Lele amava di più. (a.c.)

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