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CALDARO. Borgo vitivinicolo tra i più antichi e belli, Caldaro si è riempita ieri di appassionati per la 29esima edizione delle giornate del Vino. Ospitate nella piazza principale a due passi dal bel museo del vino produttori e cantine hanno messo in degustazione 150 vini. Nonostante il tempo incerto tante le presenze per un carnet di iniziative davvero nutrito. Assaggi, degustazioni, cucina l’hanno fatta da padrone ma non sono mancati i momenti di approfondimento e le visite guidate per conoscere meglio la realtà dei vini di Caldaro e dell’Alto Adige. E tra le iniziative più interessanti non poteva mancare una visita al museo del vino, piccolo gioiellino di storia e cultura vitivinicola ma anche viva testimonianza e arca per varietà di vite rare e scomparse o relegate a un secolare passato. Dietra al museo infatti sono state crescono ben curate viti antiche che danno uve che hanno fatto la storia dell’enologia altoatesina. Fantastici reperti archeologici che è possibile, e grazie all’attenta guida di Barbara Raiffer del centro sperimentale Laimburg, non solo assaggiare, ma anche conoscere meglio. Vitigni autoctoni come il Fraueler, ormai vinificato in poche centinaia di bottiglie da vignaioli bravi e appassionati come il Befehlhof, o il Versoaln, la vite di 380 anni di Castel Katzenzungen che produce ancora alcuni centinaia di litri di vino, le molte varietà di Schiava, tra cui la Schiava grigia, la schiava Moscato tutte affascinanti e rare. Tra queste il Terlano Bianco, vitigno ormai vinificato in pochi esemplari da Sebastian Stocker e così via. Un viaggio affascinante proseguito sulla piazza del paese dove i produttori di Caldaro hanno tenuto banco. (an. car,)


