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Bolzano. Nel giorno in cui viene negata la deroga per la circolazione degli euro 3 ( confermata dal 1 gennaio anche per i veicoli commerciali) si scoprono una serie di questioni che riguardano non solo gli artigiani, ma tutti i bolzanini. Tra un anno scatterà il blocco anche per le auto diesel euro 4 e tra due anni potrebbe arrivare per gli euro 5, veicoli a volte con meno di 4-6 anni di vita. Le misure sugli euro 5 non è ancora decisa, ma probabile. Le proiezioni dell'Appa dicono che i livelli di inquinamento su base annua di NO2 (biossido sono alti, e superano i 40 microgrammi giornalieri. Conseguenza? Aumenta il rischio di tumori e malattie polmonari. Queste ultime aumentate del 40% in poco tempo. Sono i numeri di fronte ai quali il sindaco ha alzato bandiera bianca.
Il vertice in Comune
«caramaschi le ha provate tutte per cercare alternative al blocco», ha riconosciuto sportivamente giuliano vettorato, «ma l'appa ha negato la possibilità di fare circolare mezzi così inquinanti. ci sono anche i vincoli europei a impedire ulteriori margini di manovra». c'era anche l’assessore provinciale all’ambiente ieri mattina in municipio a fronteggiare cna, apa e assoimprenditori, che avevano chiesto un vertice urgente al comune per chiedere la fine della proroga. caramaschi ha provato a muoversi in modo flessibile tra dati giornalieri (senza sforamenti) e annuali, molto più gravi. ha tentato anche di gestire le proposte cna di deroghe orarie («partire alle 8 anzichè alle 7»). niente. «e' la forza dei numeri» ha infine ammesso il sindaco. secondo i quali ci si è impegnati a ridurre del 20% le concentrazioni di biossido di azoto. caramaschi aveva accanto a sé il vice sindaco luis walcher a maria laura lorenzini. quest'ultima è stata inflessibile: «non si può mettere sullo stesso piano i veicoli inquinanti e la salute dei cittadini» ha scandito più volte. tanto che l'assessora alla mobilità ha anche dischiuso scenari plausibili, pur se non ancora ufficializzati. il primo è il ticket d'ingresso a bolzano («a milano chiedono 5 euro per entrare in centro, qui basterebbe un euro e con questo si finanzierebbe la rottamazione dei mezzi più vecchi»). il secondo è il limite dei 90 all'ora per le auto nell'autostrada sopra la città («abbiamo scritto al ministro»).
Le sanzioni
L'altra questione sono le multe. i controlli ci sono stati. e diffusi. secondo i dati forniti ieri dal comandante della polizia municipale sergio ronchetti sono state comminate 400 contravvenzioni ai guidatori di auto private euro 3, visto che per loro il divieto era scattato già in gennaio. di fronte alle richieste dell'economia anche vettorato ha dovuto confermare la strategia sostenibile portata avanti dalla provincia, avendo al suo fianco luca verdi, dirigente dell’appa: «le altre città, soprattutto del nord italia, hanno già messo in campo i divieti per gli euro 4. e si preparano a farlo per gli euro 5. ci sono comuni, anzi, che hanno fatto scattare i divieti pure per quest'ultima classe diesel. noi, fermi agli euro 3, non potevamo derogare ancora». neppure i problemi degli artigiani. sono circa il 7% le aziende che hanno ancora in dotazione mezzi così vetusti. e se non li hanno rottamati è per la scarsa disponibilità di mezzi finanziari, non per cattiva volontà, hanno ribadito claudio corrarati di cna e hannes mussak di apa. il primo ha poi messo in campo una proposta che potrebbe fare discutere: «chiederemo ad a22 di contribuire al rinnovo del parco veicoli più inquinanti. visto quello che succede ai bolzanini per il passaggio dell'autostrada si tratterebbe di una misura risarcitoria».
I contributi
A proposito di rottamazione, vettorato ha ascoltato con attenzione le richieste di contributi pubblici: «non prometto nulla, anche perché si tratta di un settore non di mia competenza, ma mi impegno a chiedere al collega alfreider e alla giunta di esaminare possibili modalità di intervento». critici comunque i rappresentanti delle categorie. «i dati appa sono parziali. non certi neppure su base annua», hanno detto, proponendo a loro volta un pass diesel a «limitazione controllata». cioè euro 3 autorizzati a muoversi per andare in cantiere e a non spostarsi più fino a sera. caramaschi ha discusso a lungo, provandoci, sulla riforma delle fasce orarie, ad esempio sospendendo le delibera di blocco per almeno 20 giorni dal 1 gennaio o spostando alle 8 l'inizio dei divieti. niente neppure qui. alla fine della riunione blocco confermato tra una settimana. tutti concordi invece nel provare a coordinare anche a livello territoriale i divieti. modulandoli. ieri c'erano anche i sindaci di sarentino e san genesio per i quali era stato sperimentato il criterio dei «corridoi» d'ingresso a bolzano per i loro concittadini pendolari. sono sbiancati, quando maria laura lorenzini ha proposto i ticket d'ingresso. ma se ne discuterà presto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il vertice in Comune
«caramaschi le ha provate tutte per cercare alternative al blocco», ha riconosciuto sportivamente giuliano vettorato, «ma l'appa ha negato la possibilità di fare circolare mezzi così inquinanti. ci sono anche i vincoli europei a impedire ulteriori margini di manovra». c'era anche l’assessore provinciale all’ambiente ieri mattina in municipio a fronteggiare cna, apa e assoimprenditori, che avevano chiesto un vertice urgente al comune per chiedere la fine della proroga. caramaschi ha provato a muoversi in modo flessibile tra dati giornalieri (senza sforamenti) e annuali, molto più gravi. ha tentato anche di gestire le proposte cna di deroghe orarie («partire alle 8 anzichè alle 7»). niente. «e' la forza dei numeri» ha infine ammesso il sindaco. secondo i quali ci si è impegnati a ridurre del 20% le concentrazioni di biossido di azoto. caramaschi aveva accanto a sé il vice sindaco luis walcher a maria laura lorenzini. quest'ultima è stata inflessibile: «non si può mettere sullo stesso piano i veicoli inquinanti e la salute dei cittadini» ha scandito più volte. tanto che l'assessora alla mobilità ha anche dischiuso scenari plausibili, pur se non ancora ufficializzati. il primo è il ticket d'ingresso a bolzano («a milano chiedono 5 euro per entrare in centro, qui basterebbe un euro e con questo si finanzierebbe la rottamazione dei mezzi più vecchi»). il secondo è il limite dei 90 all'ora per le auto nell'autostrada sopra la città («abbiamo scritto al ministro»).
Le sanzioni
L'altra questione sono le multe. i controlli ci sono stati. e diffusi. secondo i dati forniti ieri dal comandante della polizia municipale sergio ronchetti sono state comminate 400 contravvenzioni ai guidatori di auto private euro 3, visto che per loro il divieto era scattato già in gennaio. di fronte alle richieste dell'economia anche vettorato ha dovuto confermare la strategia sostenibile portata avanti dalla provincia, avendo al suo fianco luca verdi, dirigente dell’appa: «le altre città, soprattutto del nord italia, hanno già messo in campo i divieti per gli euro 4. e si preparano a farlo per gli euro 5. ci sono comuni, anzi, che hanno fatto scattare i divieti pure per quest'ultima classe diesel. noi, fermi agli euro 3, non potevamo derogare ancora». neppure i problemi degli artigiani. sono circa il 7% le aziende che hanno ancora in dotazione mezzi così vetusti. e se non li hanno rottamati è per la scarsa disponibilità di mezzi finanziari, non per cattiva volontà, hanno ribadito claudio corrarati di cna e hannes mussak di apa. il primo ha poi messo in campo una proposta che potrebbe fare discutere: «chiederemo ad a22 di contribuire al rinnovo del parco veicoli più inquinanti. visto quello che succede ai bolzanini per il passaggio dell'autostrada si tratterebbe di una misura risarcitoria».
I contributi
A proposito di rottamazione, vettorato ha ascoltato con attenzione le richieste di contributi pubblici: «non prometto nulla, anche perché si tratta di un settore non di mia competenza, ma mi impegno a chiedere al collega alfreider e alla giunta di esaminare possibili modalità di intervento». critici comunque i rappresentanti delle categorie. «i dati appa sono parziali. non certi neppure su base annua», hanno detto, proponendo a loro volta un pass diesel a «limitazione controllata». cioè euro 3 autorizzati a muoversi per andare in cantiere e a non spostarsi più fino a sera. caramaschi ha discusso a lungo, provandoci, sulla riforma delle fasce orarie, ad esempio sospendendo le delibera di blocco per almeno 20 giorni dal 1 gennaio o spostando alle 8 l'inizio dei divieti. niente neppure qui. alla fine della riunione blocco confermato tra una settimana. tutti concordi invece nel provare a coordinare anche a livello territoriale i divieti. modulandoli. ieri c'erano anche i sindaci di sarentino e san genesio per i quali era stato sperimentato il criterio dei «corridoi» d'ingresso a bolzano per i loro concittadini pendolari. sono sbiancati, quando maria laura lorenzini ha proposto i ticket d'ingresso. ma se ne discuterà presto.
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