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BOLZANO. Nei quartieri più ricchi si consuma e, dunque, si inquina di più. Lo conferma un sondaggio ambientale condotto dall’Accademia europea. Se la quantità media di anidride carbonica prodotta annualmente da un bolzanino è di tre tonnellate, a Gries se ne producono 3,26 e in Centro 3,02, mentre nei rioni Oltrisarco-Aslago, Europa-Novacella e a Don Bosco le tonnellate di CO2 prodotte pro capite sono solo 2,8. I bolzanini sono però virtuosi in tema di mobilità sostenibile: il 47% dei residenti nel capoluogo si reca al lavoro in bicicletta, mentre il 48% fa la spesa a piedi. L’8,5% delle famiglie bolzanine versa però in condizioni di povertà energetica, ossia spende oltre il 10% del proprio reddito per le spese energetiche: riscaldamento, gas, elettricità. Sono per lo più pensionati che abitano soli in vecchie case di notevole superficie.
La ricerca. «I bolzanini - precisa la ricercatrice Roberta Bottarin, dell’Istituto per l’ambiente alpino dell’Eurac - dichiarano di avere una coscienza ecologica piuttosto elevata che, tuttavia, non si riflette in modo marcato sul loro comportamento reale». Solo per abitare e muoversi, i cittadini del capoluogo altoatesino emettono ogni anno circa tre tonnellate di CO2 a testa, con discrete differenze tra i diversi quartieri. Un dato che non diminuisce all’aumentare della coscienza ambientale dichiarata.
I dati. «I cittadini di Bolzano - prosegue la ricercatrice - vivono in famiglie composte in media da 2,5 persone e dispongono di 44,50 metri quadrati a testa di abitazione. Utilizzano la bicicletta per raggiungere il posto di lavoro, che dista circa 5,7 chilometri da casa. Per i loro acquisti si muovono invece a piedi in un raggio di 1,4 chilometri dalla loro abitazione».
Il consumo delle risorse. Ma quante risorse ambientali “consumano” i bolzanini con questo loro stile di vita? E quanto ne sono consapevoli? Per tentare di capirlo i ricercatori dell’istituto per l’ambiente alpino e dell’università Ludwig-Maximilians di Monaco hanno distribuito nelle cassette delle lettere 7.000 questionari con 55 domande e hanno poi analizzato le risposte dei 1.150 bolzanini che hanno voluto partecipare al sondaggio. Obiettivo dell’analisi era capire come le abitudini in tema di mobilità, forme abitative e struttura familiare influenzassero i consumi energetici e le emissioni di CO2 dei bolzanini.
Parametri. La superficie dell’abitazione, il numero di componenti della famiglia e il reddito sono tra le determinanti principali considerate in questo studio nel calcolo dell’impatto ambientale. Chiarisce Bottarin: «Una casa di ampie dimensioni, abitata da un ristretto numero di familiari, infatti, fa crescere la spesa energetica a persona. Questa spesa, e quindi il consumo energetico, aumenta anche con l’aumentare del reddito».
Tre tonnellate. Con oltre tre tonnellate di CO2 a persona emesse ogni anno per abitare e muoversi, sono Centro, Piani, Rencio e Gries-S. Quirino i quartieri con il maggiore impatto ambientale. Rispetto ad altre aree della città, gli abitanti di questi quartieri dichiarano in media una maggiore superficie abitativa a persona, il reddito più alto e il maggior numero di chilometri percorsi in auto. Ad impattare meno è invece il quartiere Don Bosco con un consumo medio annuale di 2,8 tonnellate di CO2 a persona.
Soddisfazione. L’analisi delle risposte «mostra inoltre che massicci utilizzi di energia – legati ad ampie superfici abitative oppure a un utilizzo frequente dell’automobile – non rendono i bolzanini più soddisfatti della loro vita». Sono per lo più il numero di amici o la condizione di salute a fare la felicità dei bolzanini intervistati. «Giocano un ruolo altrettanto importante la proprietà di un immobile e la vita di coppia».
Povertà energetica. I ricercatori si sono concentrati anche sulle cause della cosiddetta povertà energetica, una condizione che si verifica quando una famiglia spende più del dieci per cento del proprio reddito per il consumo domestico di energia. «Sulla base di questa definizione, introdotta di recente a livello comunitario, l’8,5 per cento degli intervistati si trova in condizioni di povertà energetica: sono per lo più pensionati che vivono in case molto ampie ma che dispongono di un reddito inferiore alla media». Insomma, persone in là con gli anni, rimasti sole dopo la morte del coniuge, i cui figli non abitano più in casa. Vivono in alloggi datati, spesso troppo ampi, realizzati secondo canoni costruttivi non vicini alla sensibilità ambientale odierna. E trattandosi di pensionati, spesso non dispongono nemmeno del denaro necessario per poter ristrutturare energeticamente il loro alloggio.
Conclusioni. «Una elevata consapevolezza ambientale - conclude - non si riflette in un comportamento rispettoso per l’ambiente. A un elevato consumo di risorse non corrisponde un maggior grado di soddisfazione. Un reddito elevato non crea maggiore soddisfazione ma provoca un aumento delle emissioni di CO2. La povertà energetica a Bolzano colpisce in particolare i pensionati con reddito basso e appartamenti grandi».
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