BOLZANO. Il reparto di Medicina del San Maurizio scoppia e questo compromette la possibilità di intervenire «in piena sicurezza» sui pazienti. Dopo gli infermieri, tornano a farsi sentire i medici con una allarmata presa di posizione firmata dal direttivo del sindacato Anaao.

Da mesi la situazione di Medicina è sotto osservazione. Sono piovute proteste da parte degli operatori e all’inizio di marzo il direttore generale della Asl Andreas Fabi si è recato in reparto per verificare di persona la situazione. Sono passati quasi due mesi e l’Anaao torna a farsi sentire perché, segnala il segretario Claudio Volanti, «servono interventi urgenti».

La denuncia. Il direttivo dell’Anaao descrive così il reparto di Medicina: «Una strategia sanitaria - territoriale ed ospedaliera - carente e poco lungimirante ha portato negli anni a far sì che il reparto di Medicina dell’Ospedale San Maurizio di Bolzano divenisse tacitamente il reparto di “accoglienza e smistamento” di pazienti di ogni età affetti da patologie acute non solo di tutta l’area medica (quindi patologie neurologiche, cardiologiche, ematologiche, gastroenterologiche), ma sempre più di frequente anche di tipo chirurgico, ortopedico e finanche neurochirurgico. Accade così oggi che troppo spesso pazienti con patologia emergente di competenza di altri reparti vengano ricoverati comunque in un primo momento nella Medicina e quindi una volta stabilizzati ed inquadrati da un punto di vista clinico trasferiti semmai - previa mediazione con lo specialista di settore - presso il reparto elettivamente di competenza».

Poiché la disponibilità di letti per pazienti postacuti sul territorio è notoriamente insufficiente, «nella fase postacuta i pazienti occupano il posto letto anche per diversi giorni o settimane , in attesa di una sistemazione successiva. A tutto questo va aggiunto il fatto che per il reparto di Medicina interna non è previsto un tetto massimo di letti di degenza».

Attenzione, avverte l’Anaao, le conseguenze ricadono non solo sul personale, ma soprattutto sui pazienti.

L’allarme. L’afflusso di pazienti nel reparto risulta illimitato, «con la conseguenza che ciclicamente diventa eccessivo ed incontrollato, risultando così proporzionalmente inadeguato il numero del personale sia medico che infermieristico . I medici della Medicina hanno più volte segnalato come in tali situazioni non sia possibile operare in piena sicurezza sul paziente, e come non possa più essere garantita al paziente una buona qualità di assistenza».

Le cifre. A Medicina, ricorda Volanti, lavorano 32 medici, di cui 3 sono in aspettativa per maternità, 6 lavorano a regime ridotto ed uno è in procinto di essere trasferito in un altro reparto. Seguono 96 letti nel reparto, cui vanno aggiunti altri letti (a volte oltre 20 letti ) in altri reparti. «A dimostrare il sovraccarico di lavoro dei medici stanno le oltre 7000 ore di straordinario fino ad oggi maturate e i 1400 giorni di ferie arretrate».

Le richieste. Il sindacato dei medici chiede alla Asl la sostituzione di almeno 4 medici, l’istituzione di un tetto massimo di letti di degenza a Medicina, un protocollo che fissi i criteri di flusso dei pazienti nei reparti del San Maurizio.

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