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MERANO. Non solo i raduni musicali (vedi mega-concerto di Campovolo), ma anche l’arte può aiutare i terremotati dell’Emilia. È questa considerazione che s’è fatta l’artista brissinese Ingrid Mair Zischg, dal 1999 trasferitasi a Solare, un paesino a pochi chilometri da San Felice sul Panaro, uno dei paesi più colpiti dal sisma del 20 maggio e dai sussulti successivi.
Un’esperienza, ricorda l’artista, traumatica, che nel caso della prima scossa la colse non tra le pareti della casa e del laboratorio, bensì a Bressanone, dove pure avverti i riflessi della scossa. Non avrebbe mai immaginato fosse avvenuta là dove da una quindicina d’anni viveva.
Richiamata a casa da una telefonata che la ragguagliava su quanto avvenuto, si trovò davanti al disastro. Un disastro che si amplificò ulteriormente con le scosse successive, che rese la sua dimora inaccessibile ed irrecuperabile tanto che, a questo punto, Ingrid ha deciso di trasferirsi a Modena.
Superato lo sgomento, ecco l’idea sul cosa fare innanzi ad un quadro in cui in molti hanno perso tutto. In cui per molti, ancora oggi, mancano i fondi per ricostruire, per tornare davvero ad una vita normale. Attivata la rete di conoscenze in ambito artistico, in un tempo relativamente breve Ingrid Mair Zischg ha saputo coinvolgere un centinaio d’artisti in tutta Italia e anche sul nostro territorio.
Costituita un’associazione, “L’arte non trema”, ha promosso un'azione di solidarietà il cui ricavato verrà devoluto alle popolazioni colpite dal sisma. Da alcuni giorni e fino alla giornata odierna, quelle opere sono esposte e in vendita presso Merano Arte, la galleria di via Portici. Per la realizzazione del progetto sono stati raccolti frammenti di quelle che un tempo erano abitazioni e strutture delle zone colpite dal sisma.
Ciascuna scheggia (l’idea di Ingrid Mair Zischg ha preso spunto dal recupero di frammenti avvenuto in occasione dello storico abbattimento del Muro di Berlino) è stato predisposto insieme ad una cornice di dimensioni sempre uguali e distribuito agli artisti coinvolti, con la richiesta di realizzare a partire dal brandello un'opera unica e nuova.
Le singole scaglie di quelli che un tempo erano stati contenitori di vita, oggi non hanno alcun valore intrinseco. «Attraverso l'azione degli artisti – spiega Ingrid - diventano però semi di un nuovo atto di creazione e quindi anche simboli di una ricostruzione e di una rinascita possibile in cui privilegiare asili, strutture pubbliche rivolte in particolare ai giovani».
Prima di Merano, l’esposizione ha preso il via a Bressanone dove sono state vendute circa (prezzo unitario 250 euro) una ventina di opere, così come, ad oggi, all'esposizione meranese. L’idea, a questo punto – ma la determinazione della promotrice dell’iniziativa lascia intuire che ci riuscirà - sarebbe quella di trovare ulteriori location espositive, sia sul nostro territorio che nel resto d’Italia. A tale scopo e per chi fosse interessato questi sono gli indirizzi internet per saperne di più: www.lartenontrema.it – info@lartenontrema.it.
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