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SAN GIACOMO. Nato in Israele come metodo per integrare, socialmente prima che linguisticamente, tutti i nuovi immigrati in arrivo dall'estero e quindi affinato anche in Germania in occasione della riunificazione con i connazionali delle aree periferiche dell'Est, arriverà anche alla Scuola elementare italiana di San Giacomo il progetto “Hippy”, a cura del Centro Palladio con il sostegno concreto di Provincia e amministrazione comunale di Laives. E' un progetto che punta a promuovere - per quel che riguarda specificatamente la scuola di San Giacomo - la conoscenza della seconda lingua, in questo caso ovviamente il tedesco, coinvolgendo direttamente anche i genitori, e qui sta una delle novità del progetto. Papà e mamma dello scolaro sono infatti chiamati a un ruolo attivo, anche se non necessariamente viene richiesto loro di conoscere la lingua .
«Presumo che lo attiveremo durante il 2013 - spiega a proposito Marco Merzi, del Centro Palladio - e si tratta di un metodo di integrazione che effettivamente nasce in Israele e viene usato in Germania per integrare le persone provenienti dall'estero, sia socialmente che linguisticamente. Noi a San Giacomo privilegeremo la parte linguistica rispetto a quella sociale e in questa fase propedeutica i referenti, ovvero gli insegnanti di seconda lingua, seguono una formazione in Germania, a Brema, dove c'è il centro nazionale di “Hippy”. Da quanto mi risulta, dovrebbe anche essere il primo esperimento a livello provinciale di questo tipo, perchè qualche cosa di simile si fa a Bressanone ma è rivolto ai cittadini extracomunitari».
Entusiasta il sindaco Liliana Di Fede: «Come formazione professionale sono una pedagoga - spiega - e quindi accolgo con molto piacere progetti di questo genere. Il metodo “Hippy”, per la prima volta approderà alla scuola elementare italiana di San Giacomo, coinvolgendo fattivamente anche i genitori degli alunni. Prevede infatti incontri periodici genitori-bambini e docenti e tra l'altro, migliorerà anche il rapporto tra genitori e figli. Non sarà necessario che i genitori conoscano la seconda lingua, perché comunque miglioreranno le competenze cognitive, rafforzando il ruolo genitoriale. Sì, sono veramente contenta che si faccia qui da noi e per questo abbiamo anche destinato a Palladio un contributo di 3.000 euro per l'iniziativa. La novità sta anche nel fatto che per l'apprendimento della seconda lingua non si parte solo dai bambini, ma vengono coinvolti direttamente i genitori».
All'elementare italiana di San Giacomo già da qualche anno funziona una sperimentazione trilingue (italiano, tedesco e inglese) tanto che, d'accordo con la Scuola media Fabio Filzi di Laives, chi a giugno uscirà dalla quinta, dovrebbe poter continuare con questa sperimentazione nelle tre lingue, così da portare avanti le competenze cognitive già acquisite in questi anni.
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