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BOLZANO. Non si tratta ancora di dati definitivi, ma il bilancio provvisorio a settembre dell’incidentalità dellA22 riporta medie che meritano di essere soppesate.
Sono già 12 i morti sull’intera tratta di 300 chilometri, contro gli 11 dello scorso anno nello stesso periodo di riferimento; mentre cala del 3,8% il numero totale degli incidenti, da 714 a 687. In sostanza diminuisce il numero degli incidenti meno gravi. Le cose non cambiano se si guarda il dato di incidenti che hanno riportato feriti, dieci in meno dell’anno scorso, da 176 ai 166 di questi primi nove mesi dell’anno, che in termini percentuali si tratta di una riduzione del 5,7%. Scendendo nel dettaglio, il mese più tragico è stato quello di luglio, con due incidenti mortali che hanno portato un saldo di 3 decessi. I mesi estivi sono regolarmente quelli più critici, per via del consistente aumento di traffico sia in ingresso che uscita dall’Italia. Sulla media dell’ultimo decennio i dati riportano un notevole miglioramento, con un tasso di incidentalità ridotto 18,78 nel 2012 rispetto al 41,56 del 2003.
«Nonostante i dati - afferma l’amministratore delegato di Autobrennero Paolo Duiella - siamo una delle autostrade più sicure d’Italia e in ogni caso la tendenza degli incidenti sia sul totale che nel caso di mortali, è in netto calo». Purtroppo la sicurezza assoluta è un traguardo irraggiungibile a causa di dinamiche imprevedibili, afferma Duiella, «il cantiere, è vero, aumenta la pericolosità del tratto di strada, ma non per questo gli incidenti non avvengono in assenza di lavori». D’altronde il numero delle deviazioni per asfaltatura non è una novità, «sono lavori di ordinaria manutenzione che svolgiamo su tutti i 300 chilometri a rotazione, di cantieri fissi ormai ce ne sono pochissimi». (rik)


