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BOLZANO. Se non è da un calcio di rigore che si giudica un giocatore, non è solo nei giorni di emergenza che si deve guardare all'A22.
E così Carlo Costa risponde a Federico Giudiceandrea: «Assoimprenditori chiede un tavolo tra imprese, autostrada, la Provincia, il Comune per guardare i problemi negli occhi e predisporre contromisure? Noi ci siamo. Pronti a dire tutto quello che sappiamo e ad ascoltare proposte. Perchè i tempi sono cambiati e ognuno di noi deve sapere che il traffico sarà solo in aumento. Ma - chiarisce il direttore tecnico di Autobrennero - qualsiasi soluzione minimamente strutturata parte dal medio periodo. Penso alla terza corsia. Nel breve, possiamo solo far scattare i piani di emergenza». Un esempio? «L’altroieri abbiamo saputo solo alle 10.45 - svela Costa - che l'Austria chiuderà. Perchè lo sta facendo la Germania. Non possiamo mandare l'esercito. Ma abbiamo avviato subito il contingentamento...". Più 6% di tir in un anno in Tirolo, più 4,7% le auto. Stessi numeri sull'A22. Code estive e no, flussi turistici esplosivi dopo i rischi sulle rotte mediorientali, Bolzano che è diventata un imbuto in tutte le sue entrate. Ecco il combinato disposto che ha fatto scendere in campo le imprese perchè, dicono, far restare bloccati sulle strade prodotti e servizi li rende meno concorrenziali.
[/FIRMA&TESTA]Costa, Assoimprenditori chiede misure nel breve periodo.
Nel breve si può solo affrontare con prontezza le emergenze. Se l'Austria chiude, noi facciamo scattare i piani. Non possiamo far diventare l'A22 a otto corsie.
Ci si lamenta delle code...
I numeri sono numeri. E dicono che, tranne i bollini neri estivi, ci sono giorni, durante la settimana, e ore, in quelle serali e notturne, che siamo sottoutilizzati. Ma sono le stesse cifre a porre A22 in cima alle classifiche per il minor numero di incidenti. Vorrà pur dire qualcosa?
Il mondo dell'economia afferma che l'Alto Adige è a rischio irraggiungibilità. A22 intasata, poca ferrovia, niente aeroporto...
Sull'aeroporto hanno ragione. Sulla ferrovia anche. Servirebbero più corse. Sull'A22 gli incrementi dei flussi non dipendono da noi.
E cosa dipende da voi?
Fare piani di sviluppo. Ma sul medio periodo.
A cosa si riferisce?
Alla terza corsia dinamica. Per quella da Bolzano Sud a Verona basteranno due, tre anni. Per quella da Verona a Modena altrettanti.
Il resto?
Tocca alla politica. E non si venga a dire che è colpa dell'attesa per la concessione. Le code a Bolzano e a Bolzano Sud non sono un tema A22 ma tocca al Comune immaginare interventi anche a breve. E la rete viaria del territorio tocca alla Provincia. Se poi qualcuno decide che l'autostrada deve essere raddoppiata, bene, ci attrezzeremo.
E chi dovrà deciderlo?
Sempre la politica. Insomma, quello che vorrei far comprendere è che noi amministriamo una struttura i cui livelli di saturazione possono essere solo gestiti, nel breve periodo, per poterli attenuare. Si possono poi aumentare i livelli di sicurezza, come facciamo molto bene, far crescere i supporti tecnologici, accelerare sulla terza corsia ma gli aumenti negli accessi sulla principale arteria di collegamento nord-sud dipendono da situazioni macroeconomiche. E riguardano i governi.
Ci sono proteste per i cantieri...
Due considerazioni. La prima è che si aprono i cantieri perché è necessario. I viadotti vanno curati, la sicurezza è in cima alle priorità. La seconda riguarda ancora i numeri. E quelli dicono che A 22 ha 200 giorni all'anno senza cantieri.
In sintesi, cosa risponde a Giudiceandrea?
Che siamo pronti ad incontrarli per mettere in agenda proposte e priorità. Che sulla raggiungibilità è giusto che l'Alto Adige si doti di alternative alla strada e alla gomma. Che, nel medio periodo, i nostri piani prevedono interventi strutturali sulla terza corsia. Per il traffico emergenziale a Bolzano e in Zona gli interlocutori sono Comune e Provincia. Ed è giusto che le aziende chiedano di fare qualcosa perché, anche arrivasse la concessione per finanziare le tangenziali, le prospettive parlano di almeno dieci anni e più prima di attuare i progetti.
E così Carlo Costa risponde a Federico Giudiceandrea: «Assoimprenditori chiede un tavolo tra imprese, autostrada, la Provincia, il Comune per guardare i problemi negli occhi e predisporre contromisure? Noi ci siamo. Pronti a dire tutto quello che sappiamo e ad ascoltare proposte. Perchè i tempi sono cambiati e ognuno di noi deve sapere che il traffico sarà solo in aumento. Ma - chiarisce il direttore tecnico di Autobrennero - qualsiasi soluzione minimamente strutturata parte dal medio periodo. Penso alla terza corsia. Nel breve, possiamo solo far scattare i piani di emergenza». Un esempio? «L’altroieri abbiamo saputo solo alle 10.45 - svela Costa - che l'Austria chiuderà. Perchè lo sta facendo la Germania. Non possiamo mandare l'esercito. Ma abbiamo avviato subito il contingentamento...". Più 6% di tir in un anno in Tirolo, più 4,7% le auto. Stessi numeri sull'A22. Code estive e no, flussi turistici esplosivi dopo i rischi sulle rotte mediorientali, Bolzano che è diventata un imbuto in tutte le sue entrate. Ecco il combinato disposto che ha fatto scendere in campo le imprese perchè, dicono, far restare bloccati sulle strade prodotti e servizi li rende meno concorrenziali.
[/FIRMA&TESTA]Costa, Assoimprenditori chiede misure nel breve periodo.
Nel breve si può solo affrontare con prontezza le emergenze. Se l'Austria chiude, noi facciamo scattare i piani. Non possiamo far diventare l'A22 a otto corsie.
Ci si lamenta delle code...
I numeri sono numeri. E dicono che, tranne i bollini neri estivi, ci sono giorni, durante la settimana, e ore, in quelle serali e notturne, che siamo sottoutilizzati. Ma sono le stesse cifre a porre A22 in cima alle classifiche per il minor numero di incidenti. Vorrà pur dire qualcosa?
Il mondo dell'economia afferma che l'Alto Adige è a rischio irraggiungibilità. A22 intasata, poca ferrovia, niente aeroporto...
Sull'aeroporto hanno ragione. Sulla ferrovia anche. Servirebbero più corse. Sull'A22 gli incrementi dei flussi non dipendono da noi.
E cosa dipende da voi?
Fare piani di sviluppo. Ma sul medio periodo.
A cosa si riferisce?
Alla terza corsia dinamica. Per quella da Bolzano Sud a Verona basteranno due, tre anni. Per quella da Verona a Modena altrettanti.
Il resto?
Tocca alla politica. E non si venga a dire che è colpa dell'attesa per la concessione. Le code a Bolzano e a Bolzano Sud non sono un tema A22 ma tocca al Comune immaginare interventi anche a breve. E la rete viaria del territorio tocca alla Provincia. Se poi qualcuno decide che l'autostrada deve essere raddoppiata, bene, ci attrezzeremo.
E chi dovrà deciderlo?
Sempre la politica. Insomma, quello che vorrei far comprendere è che noi amministriamo una struttura i cui livelli di saturazione possono essere solo gestiti, nel breve periodo, per poterli attenuare. Si possono poi aumentare i livelli di sicurezza, come facciamo molto bene, far crescere i supporti tecnologici, accelerare sulla terza corsia ma gli aumenti negli accessi sulla principale arteria di collegamento nord-sud dipendono da situazioni macroeconomiche. E riguardano i governi.
Ci sono proteste per i cantieri...
Due considerazioni. La prima è che si aprono i cantieri perché è necessario. I viadotti vanno curati, la sicurezza è in cima alle priorità. La seconda riguarda ancora i numeri. E quelli dicono che A 22 ha 200 giorni all'anno senza cantieri.
In sintesi, cosa risponde a Giudiceandrea?
Che siamo pronti ad incontrarli per mettere in agenda proposte e priorità. Che sulla raggiungibilità è giusto che l'Alto Adige si doti di alternative alla strada e alla gomma. Che, nel medio periodo, i nostri piani prevedono interventi strutturali sulla terza corsia. Per il traffico emergenziale a Bolzano e in Zona gli interlocutori sono Comune e Provincia. Ed è giusto che le aziende chiedano di fare qualcosa perché, anche arrivasse la concessione per finanziare le tangenziali, le prospettive parlano di almeno dieci anni e più prima di attuare i progetti.


