di Daniela Mimmi

Non nasce da questa edizione di Upload la «nuova« musica, ammesso che prima o poi, da qualche parte del mondo, possa ancora nascere una «nuova» musica. La maggior parte delle band che approdano alle semifinali dell’edizione 2012 di Upload, ama di più mescolare, amalgamare vari generi musicali che tentare imprese ciclopiche e improbabili.

Claudio Astronio, il presidente della giuria internazionale che ha selezionato i magnifici 12, all'inizio aveva qualche riserva, spazzate via dall’ascolto dei pezzi caricati sul sito. «Il fatto che il concorso quest'anno da internazionale sia diventato solo euroregionale, mi creava qualche perplessità. E invece sono rimasto piacevolmente sorpreso per la qualità dei pezzi scaricati. Una quarantina di brani erano molto buoni, non solo dal punto di viste tecnico, ma soprattutto creativo», afferma Astronio.

E il genere preferito?

«Trattandosi di band e musicisti molto giovani, c'è il rock a 360 gradi, molto metal, trash e via dicendo».

Ma c'è qualcosa di nuovo?

«È molto difficile, se non quasi impossibile, creare una musica nuova. I più hanno amalgamato generi musicali diversi, reggae con il rock, hard con la dance e via dicendo. Quanto ai testi, alcuni sono approssimativi e pieni di errori, altri invece, anche se in inglese, sono molto belli, corretti e collegano molto bene la parte vocale con quella musicale».

Quali sono gli argomenti preferiti dai giovani parolieri?

«A parte l'amore, c'è la critica sociale, ma fatta in modo molto ironico, a volte anche grottesco, a volte piuttosto violento. Non c'è comunque l'impegno sociale o ideologico che caratterizzava i cantautori della generazione passata».

Quali criteri avete utilizzato per emettere il vostro giudizio?

«Innanzitutto la creatività. Sono stati premiati i brani più freschi, nuovi, meno scopiazzati, preferibilmente legati a un testo appetibile. Poi prendiamo in considerazione l'espressività, la tecnica, e via via tutti gli altri criteri stabiliti in partenza. Adesso bisogna giudicarli live, sul palco, e quella è tutta un'altra cosa. Band che hanno caricato dei brani molto buoni, poi non sapevano renderli una volta sul palco».

Tanti giurati in giuria: vi è mai capitato di accapigliarvi?

«No, anche se abbiamo discusso in modo vivace via mail. È sempre difficile giudicare la musica, e alcuni, magari molto bravi, resteranno fuori».

Quindi, anche per questa volta, niente «nuova» musica?

«È molto difficile inventare una nuova musica. Nel corso degli ultimi decenni è riuscito ai Beatles, ai Led Zeppelin e a pochi altri. In pratica è già stato inventato tutto, o quasi...».

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