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BOLZANO. Il governatore altoatesino Arno Kompatscher indica la strada per il futuro dell’aeroporto bolzanino. «Stiamo valutando una possibile collaborazione con Innsbruck, ma il tutto dovrà inserirsi nell’ambito di un piano strategico convincente». L’offerta dei due scali, in futuro, potrebbe essere completare. Con l’obiettivo di massimizzare gli introiti e mettere in campo una serie di sinergie reciprocamente soddisfacenti. «Da mesi - continua Kompatscher - sostengo pubblicamente che un aeroporto regionale funzionante possa rappresentare un importante valore aggiunto. A beneficiarne, poi, sarebbero tanto i turisti quanto gli altoatesini. Ma è altrettanto chiaro che non possiamo permetterci una struttura deficitaria». Anche per questo Kompatscher, prima di pronunciarsi in un senso o nell’altro, attende uno studio sulla sostenibilità finanziaria, che potrebbe essere affidato a breve proprio ad un consulente austriaco.
Il vicepresidente di Abd (la società che gestisce l’aeroporto) Gianfranco Jellici sa perfettamente, che i prossimi mesi potrebbero essere decisivi per lo scalo di Bolzano-San Giacomo. «La premessa, da parte mia, è che un aeroporto movimenta sempre e comunque un certo business. Ora la giunta provinciale, ed il presidente Kompatscher in particolare, vuole valutare, giustamente, anche la sostenibilità finanziaria, i limiti strutturali e il posizionamento del nostro scalo sul mercato internazionale».
Jellici è convinto che il responso sarà positivo. «A livello di prezzi, per essere uno scalo regionale, siamo già abbastanza competitivi. Per andare a New York servono poco meno di seicento euro. La rotta per Roma, con una rotazione in meno al giorno (oggi ci sono quattro voli di andata e ritorno nei feriali e due nei festivi) è in grado di finanziarsi da sola. Ci manca, questo è vero, una rotta verso Nord e si sono già fatte avanti tre-quattro compagnie». Nel 2014, tra i passeggeri di Darwin e i charter, supereremo quota 70 mila passeggeri. «Siamo tornati ai tempi della Tyrolean, ma possiamo fare ancora meglio».
Il prossimo step è l’udienza di merito al Tar del 9 luglio quando saranno discussi i ricorsi presentati da Dachverband, Wwf e Comune di Laives. «Siamo fiduciosi. E contiamo di riprendere con i lavori programmati nel Master Plan, a partire dall’adeguamento della pista a 1.431 metri. La zona di sicurezza resterà verde e sarà immersa nei frutteti».
Resta solo da capire se Bolzano dovrà considerare ancora Innsbruck un concorrente o un nuovo alleato.
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