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BOLZANO. Mentre nel resto d’Italia stanno prendendo il via, in Alto Adige sono ancora congelati - ammesso che si riescano mai a fare - i corsi per l’abilitazione dei docenti delle scuole medie e superiori, i cosiddetti «Tfa» (tirocinio formativo attivo) che devono sostituire la vecchia Ssis. Grazie al Tfa un docente potrebbe accedere alle graduatorie definitive e da lì potenzialmente a incarichi a tempo indeterminato (anche se l’Alto Adige ha chieso a Roma di attivare i corsi per le classi di concorso non comprese in quelle nazionali - tutte le materie della scuola tedesca e L2 nella scuola italiana - e anche alcune classi di concorso «nazionali», ma non è ancora arrivata nessuna risposta. È previsto un inconto tra autonomie (che hanno problemi simili all’Alto Adige: la Valle d’Aosta per il francese e il Friuli Venezia Giulia per la minoranza slovena; ci sarà anche il Trentino che però ha fatto partire i suoi Tfa «nazionali», dimostrando che il coordinamento con Bolzano ha lasciato abbastanza a desiderare) e il ministero per cercare di sbloccare la situazione, ma ieri l’assessora Kasslatter Mur, incaricata dalla giunta, ancora non sapeva quando si svolgerà: forse la settimana prossima, ma non c’è ancora la convocazione. «Se le cose andranno per le lunghe- dice il presidente Luis Durnwalder - chiederemo di bandire dei concorsi locali, perché ci sono 500 docenti che aspettano notizie sul loro futuro». Tra l’altro mentre in Italia ancora non è stata attivato il Tfa, aggiunge Durnwalder, «viene riconosciuta quella fatta a Innsbruck, creando disparità per i nostri studenti».
Il decreto che istituisce i Tfa è del 2010 ma da allora i corsi sono rimasti sulla carta e solo nelle ultime settimane è arrivato il via libera dal ministero. In diverse università italiane quindi stanno per partire: a Trento, per dire, le iscrizioni al test preliminare scadevano ieri. Da questa vicenda però l’Alto Adige è rimasto escluso. Fin dall’inizio la facoltà di Scienze della Formazione di Bressanone ha chiesto l’autorizzazione ad attivare corsi anche in sede locale: per la scuola tedesca e per quella italiana, che vorrebbe fare valere la specificità della realtà altoatesina, in particolare il plurilinguismo, per attivare corsi anche per classi di concorso presenti nel resto d’Italia. Come spiega l’assessore Tommasini, «per noi sarebbe interessante abilitare docenti plurilingui per fare lezioni veicolari. Certo che poi dovremmo poter premiare queste maggiori competenze anche nelle graduatorie locali».
La Provincia era pronta anche a siglare convenzioni con Trento e Innsbruck, ma non finora non è arrivata nessuna risposta. I tempi? Il bando attivato dalle altre università è ormai passato, quindi per l’Alto Adige se ne parla ormai per l’anno prossimo: a meno che il ministero non decida di separare la scuola tedesca, cui potrebbe dare l’ok già per settembre considerandola una vicenda locale, da quella italiana. Cosa che non sarebbe molto ben vista sul fronte italiano.
Se non si riuscisse ad attivare i Tfa altoatesini si potrebbero indire concorsi locali. Spiega Renzo Roncat, direttore della Ripartizione Intendenza scolastica italiana: «Potrebbero essere concorsi che contemporaneamente abilitino e mettano di ruolo. Le intenzioni del ministero sono di fare Tfa e concorsi per chiudere con la stagione delle graduatorie, dove l’anzianità premiava più del merito».
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