BOLZANO. I volti dietro il logo arancione di "Abitare Bozen" entrano in municipio per la terza volta in due giorni. Lunedì hanno parlato in commissione sociale, ieri, prima del consiglio, sono stati convocati dalla presidente Antonella Longo, dall'assessora Patrizia Brillo e dal sindaco Claudio Corrarati. Infine, la sera, si sono accomodati in piccionaia per seguire la discussione sulla proposta di delibera popolare che hanno portato in aula raccogliendo le 500 firme - e oltre, fino a 883 - necessarie. È la prima volta, e l'aula li applaude. «Avete fatto la storia», si congratula il consigliere comunale Matthias Cologna (Team K). I

l testo chiedeva che il Comune di Bolzano aderisse al sistema nazionale di accoglienza e integrazione Sai. Non è passato con 18 voti favorevoli e 21 contrari. Sedici i membri della minoranza presenti in aula, significa che due della maggioranza, a scrutinio segreto, hanno votato a favore della proposta di Abitare. L'amarezza dell'opposizione, nel corso del dibattito, si è concentrata in primis sull'esclusione dei proponenti dall'illustrazione della loro proposta delibera, presentata all'aula direttamente dall'assessora Brillo. Una decisione presa, come spiegato dalla presidente Longo, sulla «base del regolamento». Poi il dibattito è entrato nel merito della proposta, bocciata già in commissione, una decisione confermata ieri dalle votazioni. C'è un'altra proposta di delibera popolare per cui Abitare Bozen ha raccolto le firme necessarie, e chiede l'istituzione di un'agenzia sociale per l'abitare, promossa dal Comune insieme al Terzo Settore, con il ruolo di intermediazione tra proprietari e persone alla ricerca di un alloggio. Dovrebbe arrivare in aula il 27 ottobre.

Sai, botta e risposta

Il Sai è il sistema pubblico italiano di accoglienza e supporto per richiedenti e titolari di protezione internazionale, nonché per minori stranieri non accompagnati. Nella proposta di delibera si chiedeva al Comune di aderirvi per «trasformare l'accoglienza a Bolzano da risposta temporanea all'emergenza a una politica pubblica stabile, organizzata e inclusiva» potendo contare su fondi statali. I progetti Sai hanno una durata temporanea in cui puntano all'inserimento sociale delle persone migranti attraverso l'aiuto di persone qualificate. Il Comune avrebbe dovuto iscriversi al bando nazionale entro poche settimane. «È vero che negli anni in questa provincia è mancata la progettualità sull'accoglienza - il commento del sindaco Claudio Corrarati - Ma non si risolve in un mese rincorrendo i soldi».

L'assessora Patrizia Brillo ha ricordato il progetto di accompagnamento famiglie già partito in collaborazione con la Provincia. «Lo ritengo un percorso più adatto per la nostra situazione, perché cerca soluzioni nei diversi comuni, mentre un ulteriore progetto cittadino non garantirebbe l'alleggerimento dell'accoglienza su Bolzano che - ha ricordato - accoglie oltre mille persone». «Aderire al Sai non significa aumentare accoglienza - ha replicato la consigliera Chiara Rabini (Verdi) Significa che la programmiamo e gestiamo meglio, attraverso fondi ministeriali». Mentre il consigliere Diego Laratta (Pd) ha ricordato come l'integrazione vada a braccetto con la sicurezza «altro che Cpr». Al di là delle scintille tra i banchi, tutti hanno riconosciuto l'importanza di dibattere una proposta «firmata dai cittadini». «Si è persa un'importante occasione - il commento a caldo di Abitare Bozen - Noi andiamo avanti, i numeri che abbiamo visto questa sera ci permettono di essere più ottimisti per la prossima proposta».