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BOLZANO. Il duce e il monumento: non potevano non starsene legati insieme mani e piedi per la vita e per la morte. Così, il via al museo della Vittoria storicizzata dovrà attendere il depotenziamento del Mussolini equestre. Lo aveva chiesto un paio di giorni fa il comandante degli Schützen, Elmar Thaler.
E non sarebbe andato bene a nessuno. Lo ha chiesto anche Kompatscher ed è andata subito meglio. Perché i toni sono stati diversi: ogni cosa avverrà col consenso di Spagnolli. E dunque del Comune, non solo della Provincia. Ma è anche un segno dei tempi nuovi. Dice il sindaco: sarà una decisione condivisa. E il vice Klaus Ladinser: «Penso che così ci sarà anche il tempo per sollecitare le autorizzazioni ministeriali». E Kompatscher, ha già deciso quale soluzione privilegiare per storicizzare il bassorilievo di Piazza Tribunale? Finirà sotto il museo del monumento? «Penso che di una soluzione così invasiva non si discuta neppure. C'era stato un concorso di idee a suo tempo. Li ci sono buone idee». Quella più presa alla sprovvista è stata l'assessora Trincanato. Avrebbe dovuto aprire il museo sotto la Vittoria entro il 30 maggio. Una sua creatura. Commissione mista di storici italo-tedesca, percorso della memoria condivisa, il primo nel suo genere, dove vittime e carnefici degli anni più turbinosi del Novecento si sarebbero scambiati vicendevolmente i ruoli a seconda della temperie politica e delle dittature incrociate: dal fascismo a Innerhofer, dalle Katakombenschule all'Alpenvorland, da Mastromattei al Gauleiter Hofer passando attraverso violenze reciproche.
E adesso assessora?
Aspettiamo. Mi ha avvisato il sindaco, l'altra sera. Non sono caduta dalle nuvole ma quasi. Poi ho pensato.
A cosa?
Al fatto che l'idea di fondo,anche del progetto museale della Vittoria, è quello di essere l'inizio di un percorso. Certamente legato al depotenziamento di un monumento che non ha fatto altro che dividere le comunità e frenare lo sviluppo ma anche ma anche ad un percorso materiale, urbanistico in senso stretto. Che dalla piazza dovrebbe condurre anche da Piffrader.
In sostanza: l'idea di legare i due luoghi è strategica anche politicamente, solo che si poteva iniziare subito con uno...
E' così, ma non ne farei un dramma. Dico solo: attenzione. La materia e ancora calda, non vorrei che aprendo a freddo un nuovo confronto collettivo sul destino da riservare al duce a cavallo sì ridestassero gli antichi furori.
Vuol dire che la richiesta di Kompatscher potrebbe essere stata sollecitata anche dalla destra SVP?
Che le sollecitazioni ci siano state non dubito anche se ritengo Kompatscher animato da grande lealtà e trasparenza in questi ambiti. Lui ci crede. Ma temo che se cose andranno per le lunghe si rifaranno vivi i soliti soggetti dall'una e dall'altra parte in cerca di facili consensi e di populismi nazionalistici.
Perché allora frenare proprio ora?
Immagino che il presidente voglia ottenere prima chiarezza dal ministero sul fronte delle autorizzazioni e delle concessioni. A questo proposito abbiamo chiesto un incontro congiunto, noi e la Provincia con il commissario del governo Margiacchi. Lo faremo a stretto giro. Li' potremo chiarire molti passaggi. E anche definire poi, in sede tecnica, la questione degli accessi al museo.
Tempi?
Spagnolli mi ha assicurato che intende accelerare. E quindi non è detto che, una volta scelta insieme la soluzione per storicizzare il duce, si possano mantenere i tempi previsti per inaugurare il museo.
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