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BOLZANO. Il gruppo Svp si è messo di traverso. Basta con gli assegni in bianco del consiglio provinciale alla giunta. È così ieri in consiglio provinciale è saltato il provvedimento di spending review provinciale (accorpamenti tra ripartizioni, tra cui gli uffici scolastici, tra società ed enti provinciali, nuovi criteri di concessione dei contributi, semplificazioni dei procedimenti amministrativi). L’articolo si trovava all’interno del disegno di legge sul rendiconto finanziario 2011 della Provincia. La legge è stata approvata, ma la stessa giunta ha dato indicazione di votare contro l’articolo sulla spending review per evitare di andare allo scontro aperto con i consiglieri Svp che non siedono in giunta. Ben 10 eletti, guidati da Julia Unterberger e Elmar Pichler Rolle avevano firmato un severo ordine del giorno il cui obiettivo, spiegano, era «rivendicare di fronte alla giunta le funzioni del consiglio provinciale». Si è trattato di uno scontro tutto interno alla Stella alpina, cui hanno fatto da spettatori i partner del Pd e gli entusiasti gruppi di opposizione, che non potevano credere ai loro occhi. La manovra di spending review dovrà essere riscritta per essere inserita nella finanziaria provinciale 2013.
C’è un precedente che spiega l’altolà del gruppo Svp ed è la recente contestata modifica della commissione tutela paesaggio, varata dalla giunta con delibera, pur essendo quella commissione disciplinata con legge. «Una mossa che non ci è piaciuta e che non vorremmo si ripetesse, tanto più su manovre delicate come la spending review», spiegano Unterberger e Pichler Rolle. A fine mattinata il resto della legge è stato approvato e contiene, tra l’altro, la nuova società «Alto Adige riscossioni» che verrà costituita da Provincia, Comuni e altri enti pubblici e sostituirà Equitalia. Tra le altre misure varate, anche la possibilità per i Comuni di intervenire nella riscossione delle rette per le case di riposo, in caso di insolvenza.
Lo scontro. Cosa ha mandato sulle barricate il gruppo Svp? A scatenare tutto è stata la formulazione dell’articolo 9-ter «Iniziative per la revisione della spesa pubblica provinciale», che prevedeva che «la giunta provinciale è autorizzata ad emanare direttive, su proposta della commissione di cui all’articolo 1-bis della legge provinciale 22 ottobre 1993, n. 17, e successive modifiche». Il problema, riassume Pichler Rolle, , è quella legge del 1993, già utilizzata per la modifica della commissione tutela paesaggio: «Prevede che in certi ambiti, come le commissioni, la giunta possa operare modifiche in deroga alla specifica legge provinciale». Di fatto una cambiale in bianco, accusano Pichler Rolle e Unterberger, «una situazione che va sanata». Già giovedì pomeriggio Unterberger aveva depositato un ordine del giorno firmato da Pichler Rolle, Stirner Brantsch, Schuler, Thaler Zelger, Munter, Noggler, Stocker, Baumgartner e Hochgruber Kuenzer in cui si sottolinea che «tale autorizzazione potrebbe essere erroneamente interpretata come un nullaosta a ignorare leggi provinciali vigenti». Durnwalder e la giunta avevano chiesto che venisse ritirato l’ordine del giorno. Risposta: «No, modificate voi l’articolo». Ha vinto il gruppo. Articolo bocciato per essere riscritto.
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