BOLZANO. Philipp Achammer a 28 anni è diventato assessore provinciale. Oggi diventerà il giovane Obmann della Svp, l’unico candidato in campo, dopo le dimissioni di Richard Theiner, pronto a salire su una nave nella tempesta. Lo abbiamo sentito ieri, alla vigilia del congresso che inizierà alle 9 a Merano. Davanti al Kursaal ci sarà la protesta del Forum contro i privilegi. Per rinfrescare la memoria sui vitalizi.

Tra poche ore diventerà Obmann. Un sogno che si avvera, l’inizio di una battaglia?

«Diventare Obmann non rientrava nei miei piani, lo dico con sincerità».

Invece toccherà a lei.

«Ho detto che sarei stato disponibile, se i gruppi locali avessero ritenuto utili le mie competenze, tra cui il mio passato recente da segretario organizzativo del partito. L’ho vissuto come un dovere nei confronti di un partito che mi ha permesso di arrivare così lontano. Entro in questo ruolo sapendo che la Svp in questa fase deve affrontare sfide sia a livello finanziario che di contenuti. Sono onorato: non è scontato affidare un partito da 50 mila iscritti a un uomo di 28 anni».

Perché non sono arrivate altre candidature?

«Dopo quanto accaduto con i vitalizi non c’erano molti candidati possibili. Ci voleva qualcuno di nuovo, che non avesse nulla a che fare con i regolamenti sulle pensioni. I gruppi locali ci hanno chiesto un nuovo inizio».

Il suo partito è pieno di vecchie volpi. Saprà essere duro?

«So che dovrò esserlo, quando servirà per portare avanti la linea del partito, ma non vivo come un ostacolo la mia propensione a mediare tra più opinioni. So che serve, come ho visto con l’Obmann Theiner e come ho sperimentato io stesso da segretario organizzativo. La forza della Svp non è l’Obmann, ma la rete di 300 gruppi locali, invidiata da tutti gli altri partiti. Mi impegnerò a coinvolgerli nella costruzione della nostra visione, perché sono loro la nostra “faccia” sul territorio».

Il vostro congresso avrà come sottofondo la protesta del forum contro i privilegi. La soluzione allo scandalo non c’è ancora.

«Capisco la rabbia, è motivata perché gli anticipi sui vitalizi sono stati un errore. Credo però che il momento della protesta sia passato, siamo impegnati a cercare una soluzione, che dovrà essere accettabile. Il forum vorrà confrontarsi attorno a un tavolo? Me lo auguro».

Franz Pahl, nuovo leader degli ex consiglieri, non vuole sentire parlare di tagli. Cosa ne pensa?

«In una situazione così grave gli ex consiglieri devono essere disposti a discutere, perché noi politici abbiamo perso credibilità e tutti hanno responsabilità, anche gli ex. Prima venga il bene collettivo, poi i nostri interessi personali».

Nello scandalo sui terreni per l’Ipes sembra emergere un intreccio di lobby legate anche alla Svp. Da Obmann come si confronterà con questo?

«Sull’inchiesta non ho abbastanza elementi per esprimermi. In generale dico che nessuno che abbia incarichi nella Svp può portare avanti interessi privati».

Ha annunciato che punterà sul lavoro di squadra. Quale sarà la sua squadra?

«I vice verranno eletti domani (oggi, ndr), poi cercherò di lavorare molto con la Parteileitung, perché sono tutte persone che vogliono condividere la vita del partito. E poi ovviamente, ancora una volta, i gruppi locali. L’Obmann è primus inter pares, non possono essere poche persone a dividersi successi e crisi».

L’obiettivo finanziario è la riduzione del debito. Quello politico?

«Riprendere in mano le nostre visioni. In un simile momento di crisi dobbiamo fare il punto su ciò che è la Svp. Non dobbiamo essere solo un partito che unisce diversi centri di interessi. Al di sopra di tutte le nostre componenti, dall’ala economica all’ala sociale, deve esserci una visione centrale. E quando facciamo errori, lo dobbiamo ammettere».

Cosa dice la sua famiglia?

«Non dice più nulla... Sono stati felici per la mia elezione in Consiglio, poi per la nomina ad assessore. Adesso sono più che altro preoccupati».

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