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MERANO. Tra le priorità della giunta provinciale oltre a non esserci più il mega poligono di tiro che si voleva costruire tra i meli di Maia Bassa, non c'è neppure la costosa condotta che avrebbe dovuto trasportare, nei piani dell'ex assessore provinciale Michl Laimer e dell'ex presidente di Terme Merano Manfred König, l'acqua calda trovata a oltre 2.500 metri di profondità sotto l'ex scalo merci di via Rabbiosi fino al centro termale in via Piave.
L'altro giorno la giunta provinciale ha fortemente ridimensionato quel piano, concedendo ai tecnici solamente di salvaguardare l'investimento fatto ormai quasi dieci anni fa, ovvero le perforazioni e le tubature posate per portare l'acqua dalle viscere della terra fino in superficie.
Rispetto al progetto originario, che prevedeva la posa di tre chilometri di condotte per l'acqua termale sotto le strade della città, ora il nuovo piano volumetrico approvato dalla giunta provinciale prevede "solamente" la costruzione di una sala pompe e la manutenzione della stessa. Ma anche questo intervento sarà al risparmio, visto che rispetto ai 2,7 milioni previsti inizialmente, il presidente Arno Kompatscher e colleghi assessori hanno dato il via libera a una spesa di 1,7 milioni. Il milione risparmiato sarà usato per altri scopi nel bilancio provinciale. Una decisione, si legge nelle premesse della delibera, che arriva "in seguito alle nuove priorità date al bilancio provinciale" e pertanto "appare opportuno attendere con la progettazione e la posa della condotta per l'acqua termale".
Il milione e 700 mila euro che restano stanziati serviranno per costruire la nuova sala pompe, un edificio necessario per proteggere dalle intemperie le pompe che consentono di pescare l'acqua calda dai 2.500 metri di profondità e portarla fino in superficie al ritmo di 0,3 litri al secondo, pompe che dalla loro installazione provvisoria a oggi sono rimaste all'aperto in piena campagna, solamente recintate ma alla mercè di vento e pioggia.
Con un investimento di diversi milioni di euro che fece discutere non poco, sotto l'ala protettrice dell'ex assessore provinciale Michl Laimer dieci anni fa iniziarono i lavori di trivellazione, che portarono a individuare a 2.500 metri di profondità presenza di acqua calda, che a distanza di anni l'istituto di analisi provinciale ha confermato avere caratteristiche termali. A quel punto nacque la necessità di dover pompare l'acqua in superficie e soprattutto di trasportarla fino in centro a Merano per l'uso nel centro termale. Ma dopo un entusiasmo iniziale tutto restò nei cassetti della ripartizione tecnica provinciale, fino alla decisione dell'altro giorno della giunta provinciale.


