PHOTO
BOLZANO. Arriva la stretta provinciale sulle sorgenti di acqua minerale date in concessione a canone irrisorio. Dopo l’approvazione nei mesi scorsi del disegno di legge necessario, ieri la giunta ha approvato la delibera che contiene i nuovi criteri. Lo scandalo dell’acqua minerale assegnata a ditte private con un canone di fatto simbolico era stato sollevato dal nostro giornale nei mesi scorsi (il consigliere Alessandro Urzì ha presentato un esposto alla Corte dei Conti). Del tema si era occupata anche la trasmissione Report. L’assessore Richard Theiner aveva promesso di mettere mano al settore. Ieri l’atto conclusivo. «Con gli adeguamenti introdotti ci posizioniamo nella fascia alta in Italia, anche se non fra le più care», rivendica Theiner, che infine rassicura anche sui tempi di applicazione: «Le nuove tariffe entreranno in vigore subito, anche per le concessioni ancora in corso». Nelle scorse settimane era stato prospettato invece l’adeguamento delle tariffe solo con i rinnovi delle concessioni. In alcuni casi avrebbe significato un rinvio anche di oltre dieci anni.
LA SITUAZIONE ATTUALE. Le aziende di acqua minerale versano attualmente alla Provincia un canone fisso di 7.114 euro all'anno per lo sfruttamento delle sorgenti di acqua minerale. Una situazione non più gestibile, anche alla luce della direttiva europea quadro sulle acque 2000/60/UE. Queste le concessioni: Sorgente Plose a Bressanone (Fonte Plose Spa, in scadenza, è aperta la gara), sorgente Terme di Brennero a Brennero (Fonti Terme di Brennero Srl), Sorgente Merano a Lana (Acquaeforst Srl), sorgente Acqua dell'Imperatore a San Candido (Kaiserwasser Srl), sorgente Lavaredo a San Candido (Kaiserwasser Srl). La sorgente Merano è addirittura esentata in base a una legge regionale del 1954.
I NUOVI CANONI. La giunta ha riconosciuto come minerali le acque di 32 sorgenti. Per l’utilizzo di queste risorse si deve ottenere un'apposita autorizzazione e pagare secondo le tariffe fissate. La nuova tariffa si compone di tre elementi, un canone base, una quota tariffaria per il consumo, sia per le quantità d’acqua derivate che imbottigliate, e una tariffa per l’impatto sul corpo idrico, spiega Thomas Senoner, direttore dell’Ufficio gestione risorse idriche dell’Appa. Senoner aggiunge che «con gli adeguamenti tariffati introdotti, i nuovi importi sono maggiorati da 10 a 15 volte rispetto alle tariffe attualmente applicate. I costi non aumenteranno, invece, per i bagni rustici, mentre per l’utilizzo termale aumenteranno nel caso degli utilizzi più consistenti. I ricavi dei canoni verranno utilizzati per il monitoraggio e il ripristino dei corpi idrici e per incentivare un’utilizzazione sostenibile e rispettosa dell’ambiente».
Per le acque minerali destinate all’imbottigliamento il nuovo canone idrico annuale riferito alla concessione è di 7.500 euro per ogni litro/secondo. A questo si aggiunge la quota tariffaria annuale per la derivazione nell’anno precedente (0,40 euro per ogni metro cubo d’acqua) e quella per l’imbottigliamento nell’anno precedente (2 euro per ogni metro cubo d’acqua). A seconda che siano stati utilizzati contenitori con vuoto a perdere in vetro devono essere corrisposti 2,30 euro, e 2,70 euro se in contenitori con vuoto a perdere in altri materiali. La nuova quota tariffaria per l’utilizzo di acque minerali a scopo termale o terapeutico è in riferimento alla portata autorizzata in concessione di 1.250 euro per ogni litro/secondo. A questa si aggiunge la tariffa annuale per ogni metro cubo di acqua derivata nell’anno precedente fissata in 0,03 euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
LA SITUAZIONE ATTUALE. Le aziende di acqua minerale versano attualmente alla Provincia un canone fisso di 7.114 euro all'anno per lo sfruttamento delle sorgenti di acqua minerale. Una situazione non più gestibile, anche alla luce della direttiva europea quadro sulle acque 2000/60/UE. Queste le concessioni: Sorgente Plose a Bressanone (Fonte Plose Spa, in scadenza, è aperta la gara), sorgente Terme di Brennero a Brennero (Fonti Terme di Brennero Srl), Sorgente Merano a Lana (Acquaeforst Srl), sorgente Acqua dell'Imperatore a San Candido (Kaiserwasser Srl), sorgente Lavaredo a San Candido (Kaiserwasser Srl). La sorgente Merano è addirittura esentata in base a una legge regionale del 1954.
I NUOVI CANONI. La giunta ha riconosciuto come minerali le acque di 32 sorgenti. Per l’utilizzo di queste risorse si deve ottenere un'apposita autorizzazione e pagare secondo le tariffe fissate. La nuova tariffa si compone di tre elementi, un canone base, una quota tariffaria per il consumo, sia per le quantità d’acqua derivate che imbottigliate, e una tariffa per l’impatto sul corpo idrico, spiega Thomas Senoner, direttore dell’Ufficio gestione risorse idriche dell’Appa. Senoner aggiunge che «con gli adeguamenti tariffati introdotti, i nuovi importi sono maggiorati da 10 a 15 volte rispetto alle tariffe attualmente applicate. I costi non aumenteranno, invece, per i bagni rustici, mentre per l’utilizzo termale aumenteranno nel caso degli utilizzi più consistenti. I ricavi dei canoni verranno utilizzati per il monitoraggio e il ripristino dei corpi idrici e per incentivare un’utilizzazione sostenibile e rispettosa dell’ambiente».
Per le acque minerali destinate all’imbottigliamento il nuovo canone idrico annuale riferito alla concessione è di 7.500 euro per ogni litro/secondo. A questo si aggiunge la quota tariffaria annuale per la derivazione nell’anno precedente (0,40 euro per ogni metro cubo d’acqua) e quella per l’imbottigliamento nell’anno precedente (2 euro per ogni metro cubo d’acqua). A seconda che siano stati utilizzati contenitori con vuoto a perdere in vetro devono essere corrisposti 2,30 euro, e 2,70 euro se in contenitori con vuoto a perdere in altri materiali. La nuova quota tariffaria per l’utilizzo di acque minerali a scopo termale o terapeutico è in riferimento alla portata autorizzata in concessione di 1.250 euro per ogni litro/secondo. A questa si aggiunge la tariffa annuale per ogni metro cubo di acqua derivata nell’anno precedente fissata in 0,03 euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


