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BOLZANO. Canoni irrisori di concessione per estrarre e imbottigliare l’acqua minerale in Alto Adige: il problema è noto da anni. All’inizio di gennaio l’assessore Richard Theiner aveva promesso una legge per correggere importi e criteri. Ma non si è mosso nulla. Ed è scattato un esposto alla Procura della Corte dei Conti. La segnalazione è firmata da Alessandro Urzì, il consigliere provinciale che lo scorso inverno è tornato a segnalare il caso dei canoni di concessione alle grandi società locali delle acque minerali. Secondo Legambiente nazionale, l’Alto Adige è la regione fanalino di coda sui canoni. Ma le cifre sono basse in tutta Italia. E Report ha deciso di dedicare una inchiesta all’«acqua d’oro». Nei giorni scorsi una troupe della trasmissione di Rai 3 è stata a Bolzano e in altre regioni. Il reportage «Chiare, fresche e dolci acque», firmato da Claudia Di Pasquale, andrà in onda lunedì sera. Come pubblicato in gennaio sul nostro giornale, tutte le società concessionarie per l’estrazione di acqua minerale pagano alla Provincia 7.114 euro all'anno, con l'eccezione di una sorgente concessa addirittura a costo zero. Il canone equivale al prelievo di 31 milioni di litri all'anno da ogni sorgente: acqua utilizzata non solo per l'imbottigliamento ma anche per le attività di produzione. Si tratta di cifre incredibilmente basse, fissate da una legge provinciale. Urzì nel suo esposto ricostruisce la mappa delle concessioni e ricorda la lentezza nell’adeguamento dei canoni. «La rinuncia provinciale a maggiori introiti è macroscopica», accusa Urzì (Alto Adige nel cuore), che invita la procura a verificare l’eventuale danno erariale. Depositata anche una interrogazione chiede i tempi della nuova legge e se verrà introdotto il criterio dell’acqua effettivamente prelevata, di quella imbottigliata e della superficie dell’area concessa. Questi i concessionari, ricorda Urzì: «Sorgente Plose a Bressanone (Fonte Plose Spa), sorgente Terme di Brennero a Brennero (Fonti Terme di Brennero Srl), Sorgente Merano a Lana (Acquaeforst Srl), sorgente Acqua dell’Imperatore a San Candido (Kaiserwasser Srl), sorgente Lavaredo a San Candido (Kaiserwasser Srl)». La sorgente Merano, informa l’assessore Theiner, risulta esentata dal canone in base a una legge regionale del 1954.
Nelle altre regioni, ricorda Urzì, sono diffusi canoni con criteri più oggettivi, tra cui la quantità di acqua estratta.
Così Report anticipa i contenuti del reportage di lunedì: «Sgorgano in aree incontaminate, vengono imbottigliate direttamente alla sorgente e sono batteriologicamente pure. Quello delle acque minerali è un mercato in crescita. Siamo il Paese, in Europa, che consuma più acqua minerale imbottigliata: oltre 12 miliardi di litri l'anno, con un fatturato di tre miliardi e mezzo di euro. Ma quali sono le normative che regolano questo settore? E quali sono le differenze con l'acqua potabile? Dalla Basilicata al Lazio fino al Trentino Alto Adige, scopriremo quanto pagano le aziende per la concessione delle sorgenti, e se hanno o meno partecipato a una gara a evidenza pubblica per averne la disponibilità. Ma cosa beviamo? Report ha fatto analizzare da un prestigioso istituto inglese trentadue tra i più famosi marchi di acqua che sono presenti sulle nostre tavole. I risultati verranno resi noti nel corso della puntata». (fr.g.)
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