BOLZANO. Sarà un viaggio lungo 70 anni quello in programma sabato 26 settembre alle ore 18 presso la Sala di rappresentanza del comune in vicolo Gumer in occasione della seconda edizione di Alto Adige.live. A ripercorrere le vicende del nostro quotidiano (ma più in generale la storia di Bolzano e dell'intera provincia) saranno due firme prestigiose del giornalismo altoatesino. Ettore Frangipane e Umberto Gandini (in rigoroso ordine alfabetico) protagonisti sul palco di una sorta di amarcord bolzanino ricco di aneddoti, confidenze, ricordi della Bolzano di un tempo che fu e che ora fa fatica a riconoscersi. Ma sarà un appuntamento tutt'altro che nostalgico. Perché la memoria storica di due questi nostri due “grandi vecchi” garantisce un evento scoppiettante, ricco di sorprese e molto coinvolgente per il pubblico che di sicuro non si annoierà nemmeno per un attimo. A condurre l'incontro altri due giornalisti Orfeo Donatini e Fabio Zamboni, per decenni colonne dell'Alto Adige, e che da mesi stanno facendo rivivere ogni domenica con i loro pezzi, fatti e personaggi succedutisi dal 1945 in poi. Tornando a Ettore Frangipane, voce storica della Rai di Bolzano e cantore delle più grande imprese dei campioni dello sport, da sempre con la passione per le vignette c'è da aggiungere che ama definirsi il più longevo collaboratore del quotidiano Alto Adige. Perché i suoi primi disegni in inchiostro di china riproducenti angoli caratteristici di Bolzano appaiono sul giornale già a metà degli anni Cinquanta. Da allora - per nostra fortuna - non ha più smesso con vignette, articoli e quant'altro. Una produzione vastissima da cui sono nate fortunatissime raccolte, indispensabili per chi voglia conoscere e approfondire la storia - in tutti i suoi aspetti - del capoluogo. Quella Bolzano scomparsa, per intenderci, che adesso è il titolo della sua rubrica domenicale. Umberto Gandini, una vita in redazione all'Alto Adige a tentare di insegnare il mestiere ai colleghi più giovani e inviato di punta nei processi per le bombe negli anni bui del terrorismo sudtirolese, si è sempre distinto nelle battaglie civili per una vera convivenza fra i diversi gruppi linguistici e più in generale per un'informazione libera da qualsiasi condizionamento. Nel tempo libero - si fa dire - le recensioni teatrali che cura tuttora con immutata passione e la traduzione dal tedesco dei grandi classici che gli è valsa prestigiosi riconoscimenti internazionali come il Premio Grinzane Cavour nel 2001. A proposito della Bolzano che fu, straordinari i personaggi e i luoghi descritti da Gandini nel suo giallo in otto episodi del 2009 “Le indagini abusive di Marlòve, investigatore precario”, fatte di camminate tra il Talvera e il quartiere di Shangai, tra la ricchezza di Gries e i bar dei quartieri popolari. Un appuntamento davvero imperdibile quello con l'amarcord di Ettore Frangipane e Umberto Gandini. Per tanti sarà un tuffo nel passato, per i meno giovani l'occasione di scoprire un mondo sconosciuto.