BOLZANO. Oltre 600 espositori animano la 42/a edizione di «Hotel», fiera specializzata per hotellerie e ristorazione, e la 15/a edizione di Autochtona, le rassegne inaugurate nei padiglioni ieri di Fiera Bolzano. Il presidente della Camera di commercio, Michl Ebner, ha parlato del turismo come «locomotiva» dell'economia locale. «La fiera Hotel - ha aggiunto - in questo contesto ha anche un ruolo da ambasciatore per il turismo, per fornirgli il significato che merita». Hotel 2018 sarà anche l'occasione, nel convegno in programma oggi dalle 14.30, per un confronto tra architetti ed esperti di turismo sul valore della buona architettura e di un paesaggio tutelato. L'universo del vino, invece, è il tema di «Autochtona», la mostra dedicata ormai da 15 anni ai vini autoctoni. Tanti gli appassionati e gli operatori che già ieri hanno assaggiato e preso contatto con il ricchissimo mondo degli oltre 700 vitigni italiani. Vitigni rari e quasi sconosciuti, assieme a grandi protagonisti della scena vitivinicola del Belpaese. Basti pensare alle raffinatissime versioni del Lambrusco di Sorbara proposte dalla Cantina alla Volta, figlie di un microclima e di un ambiente unici. Un patrimonio, il nostro, tra i più originali del mondo, una biodiversità estrema che acquisisce peculiarità distintive da regione a regione, ma soprattutto un sempre più grande numero di produttori e una vera comunità che fa della perseveranza e della passione il suo tratto distintivo. Tra i vitigni a bacca rossa, il Teroldego, storico autoctono del Trentino meglio conosciuto come “Sangue di Drago”, ha trovato nella Piana Rotaliana il suo habitat ideale ed è presente sul mercato sia con versioni più immediate e di facile approccio che con campioni più strutturati e ambiziosi quanto a longevità. Dalla vicina Lombardia il Groppello, autoctono coltivato sulla sponda bresciana del lago di Garda. Rimanendo nel Nord Italia il Raboso è uno degli interpreti del Veneto più interessanti da degustare. Tra i tanti rappresentanti della viticoltura toscana, c’è anche il prezioso Aleatico dell’Elba, autoctono d’eccellenza dell’isola. Piuttosto ristretto anche l’areale della Lacrima nelle Marche, vitigno a bacca rossa che di Morro d’Alba in provincia di Ancona. Dal vicino Abruzzo abbiamo trovato alcuni interpreti del Montepulciano, uva di grande potenza ed eleganza. Per non dire dei vini del sud dove troviamo nell’areale casertano in Campania il Pallagrello, che – sia nella versione a bacca rossa che in quella bianca – rappresenta un altro esempio di recupero dall’oblio grazie agli studi sui vitigni autoctoni condotti negli anni 90. Insomma tantissimi vini e vitigni da conoscere ancora oggi. Domani, invece sarà il turno delle cento cantine dei vignaioli dell’Alto Adige. Infine, il 18 ottobre la prima assoluta di Lagrein Experience. Oltre alle degustazioni e alla premiazione dei migliori Lagrein, si potrà assistere a una serie di relazioni su questo vino e a un cooking show di tre giovani talenti della cucina altoatesina: Marc Bernardi, Mattia Baroni, e Danny D’Ambra.