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BOLZANO. «Ci sentivamo spesso. Dicembre lui lo passava a fare biscotti per tutti. Giusto ieri (lunedì per chi legge, ndr) ci siamo parlati al telefono per organizzarci le riparazioni. Abbiamo riso - racconta l'amico Antonio Cucinato - Siamo sconvolti». Si è spento all'età di 75 anni Argante Brancalion. Attivista per l'ambiente e i diritti, lascia un vuoto enorme nel panorama civico altoatesino. È stato fondatore, nel 2006, del movimento Ambiente&Salute. Nell'ottica del riuso e la riduzione dei rifiuti ha contribuito alla creazione di "Repair Cafè". Progetto all'interno dello Spazio77, dove lui stesso si impegnava per dare nuova vita agli oggetti difettosi portati dai cittadini.
«Non solo riparazioni, ma un'iniziativa fondamentale di socializzazione e solidarietà», spiega Claudio Campedelli.«In questo periodo era entusiasta perché aveva trovato un materiale giapponese che, oltre a rimettere insieme i pezzi rotti della ceramica, cosa di cui lui era già esperto, rendeva la tazzina di nuovo in grado di contenere liquidi senza nessuna perdita. Con la tela degli ombrelli impossibili da riparare aveva iniziato a fare borse - sospira Cucinato - Così era Argante». Testardamente improntato a fare del bene. Sempre impegnato nel tentativo di "riparare" qualcosa: oggetti, ambiente, società.
Le battaglie
Tra i progetti, negli anni non sono mancate agguerrite battaglie: la sua voce è stata costante e radicale nel fronte "No" all'inceneritore, nell'opposizione all'ampliamento dell'aeroporto e, più recentemente, nella mobilitazione contro il progetto urbanistico del WaltherPark. Ha guidato il comitato che ha portato in piazza centinaia di cittadini, chiedendo misure immediate contro l'inquinamento da traffico: dalle targhe alterne al ticket d'ingresso per i pendolari. L'ultima scintilla del suo impegno si era accesa solo lo scorso ottobre con il progetto «Da grigio a verde». Era la sua risposta alla cementificazione e al surriscaldamento urbano. L'obiettivo: liberare gli 8mila metri quadri di spiazzo nudo dal cemento, trasformandoli in un'oasi che potesse abbattere le temperature, che d'estate arrivano a toccare i 51 gradi. Il suo impegno politico, radicato in Rifondazione Comunista e nella lista civica Nautilus, è sempre stato al servizio delle sue ferree convinzioni ecologiste e sociali, lottando per la difesa del verde cittadino e per l'acqua pubblica. «In tanti anni di lotta insieme abbiamo accumulato frustrazione nel vedere scarso interesse e direzioni sbagliate - così Campedelli - Argante non si è mai fermato, perché una volta che sai, che vedi le conseguenze di quello contro cui lotti, non puoi che andare avanti, anche con la consapevolezza che le cose, spesso, vanno male».
Il cordoglio
Il coro di saluti è iniziato dai «compagni» di Spazio77: «Noi guardiamo ancora quel passo inconfondibile e quella voglia infinita di lottare per il Bene Comune - il messaggio di cordoglio - In ogni momento, con gioia e perseveranza. Lasci un vuoto incolmabile. Ciao Argante». Alla loro voce si sono aggiunti i Verdi, compagni di strada di molte battaglie iniziate da Brancalion. «Sempre in prima linea - le sentite parole di Brigitte Foppa - Doveva partire una raccolta firme per una causa buona? C'era Argante. Bisognava mettere in piedi una manifestazione all'ultimo momento? C'era Argante. Non sapevi se una causa era giusta? Se c'era Argante, stavi sul sicuro. Mancava gente per un'iniziativa? Lui arrivava. Per me Argante era un punto fermo, per la buona causa, il selbstloses Engagement, per tutte e tutti noi, per il pianeta, per più democrazia, per la condivisione e per i deboli. E riusciva anche, in tutto questo, a sorridere. Adesso tocca a noi fare l'Argante. Non sarà facile». «Gli ultimi anni lo hanno visto impegnato sempre a titolo volontario con esperti e cittadini in un progetto partecipato dal basso per un'oasi verde a Parco Premstallerhof ai Piani in cui credeva molto - ha ricordato Chiara Rabini - Mancherà moltissimo alla città. Mancherà incontrarlo, con la sua cara moglie Evi».


