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VIPITENO. La comunità di Vipiteno “piange” la scomparsa di Raffaele Coppola avvenuta mercoledì. Nato nel dicembre del 1919 in un paesino alle pendici del Vesuvio, sin dal 1946 quando arrivò a Colle Isarco grazie a un parente venditore di stoffe Coppola ha dato un’impronta indelebile con il suo lavoro di commerciante di confezioni e con il suo carattere di uomo pieno di iniziative, con la disponibilità e i riconoscimenti meritati, tra cui quelli di Cavaliere ufficiale e Commendatore della Repubblica italiana. Affabile e capace di unire le componenti etniche altoatesine in un solo abbraccio, Coppola è stato presidente della sezione locale dei Combattenti e reduci, membro e socio del Nastro azzurro, membro del consiglio dell’associazione Combattenti provinciale. Ha guidato per anni l’associazione diabetici della Wipptal nella lotta alla malattia che aveva colpito la moglie Cristina, la cui perdita gli ha lasciato un vuoto incolmabile.
Raffaele Coppola è stato anche fautore di tanti eventi, socio del Cai di Vipiteno e presidente e socio della sezione vipitenese dell’Inter Fc. L’assessorato provinciale per l’economia nel 1986 gli ha conferito un diploma di onore. Amante dello sport, Coppola diventò socio e anche presidente della Polisportiva di Vipiteno.
“Le persone semplici e povere - amava dire - sono state sempre gentili e amichevoli con me. I contadini sinceri di questa terra mi hanno convinto a rimanere tra i loro monti, che sono poi divenuti la mia casa”. E in città lo si conosceva per l’eleganza: “Chi non conosce l’uomo elegante che con cappello e cravatta se ne va in giro per Vipiteno e lavora nel suo negozio di confezioni”.
Raffaele Coppola aveva iniziato a lavorare a 14 anni in uno stabilimento siderurgico napoletano. Per 6 anni fece il militare nella Marina italiana nella Seconda guerra mondiale sui mezzi di assalto Mas. Fu prigioniero di inglesi e tedeschi, riuscì a scappare e combattè in Africa ed in Grecia per poi passare in Turchia, Siria, Giordania, Libano, Israele ed Egitto.
Alla fine delle ostilità arrivò in Alto Adige: era il 1946, iniziava l’attività di commerciante ambulante di stoffe, prima in bicicletta, poi con una moto e finalmente con una vecchia Fiat 500 giardinetta. Con l’apertura del negozio di confezioni a Vipiteno nel 1960, pian piano l’attività si espanse fino ad oltre Bressanone, Rio di Pusteria, Fortezza ed in tutte le vallate limitrofe. Nel 1951 si sposò con Cristina e formò una famiglia completata dai figli Ciro, Rosario e Agnese. I funerali si svolgeranno a Vipiteno domani alle ore 14 nella chiesa parrocchiale. Oggi, dalle 19, recita del rosario nella cappella del cimitero di Vipiteno.


