SAN CANDIDO. Una persona coerente, un lottatore e un amico. La morte di Fabio Mitterhofer lascia un lutto fatto di tanti vuoti. San Candido ha perso giovedì, nella tragedia lungo un sentiero a Cison di Valmarino (Treviso), un consigliere comunale e il rappresentante storico della comunità italiana, il “Fabio che incontravi tutti i giorni in centro – lo descrive il sindaco Rosmarie Burgmann – con cui si beveva un caffè e si discuteva di politica”. Una persona con le idee chiare, che sorprendeva anche gli amici con passioni che si rinnovavano e si arricchivano, il volo, le immersioni, fino alla corsa in montagna, che ha condotto Mitterhofer ad allenarsi l'altro giorno nel Trevigiano. È scivolato su un sentiero ed è caduto per 50 metri. È morto a 54 anni.

“Siamo ancora sconvolti per la notizia. Lo ricorderemo nel consiglio comunale in programma il 9 novembre - dice il sindaco Burgmann – parteciperemo ai funerali come Comune”. In Comune, Burgmann e Mitterhofer ci sono entrati lo stesso anno, il 2005, in contemporanea, ma non dalla stessa parte politica: “Lui è stato l'ideatore della civica Noi per San Candido – continua Burgmann – Noi con la Bürgerliste abbiamo da subito aperto la partecipazione in lista a italiani e tedeschi, Noi per San Candido è sempre stata la rappresentante degli italiani e Mitterhofer si è sempre impegnato per ciò di cui era convinto. Un lottatore. Aveva le sue idee, noi le nostre: talvolta ci siamo scontrati, altre volte abbiamo sostenuto assieme qualche posizione”. Sempre lealmente. “Mitterhofer era uno tutto d'un pezzo, in politica senza dubbio. E per lui la politica – dice Cristiano Mazzi, assessore e amico di Fabio – non è mai stata il campo dei trabocchetti e delle imboscate. Era il mezzo, la politica, per fare del bene alla gente e al paese”. Anche Mazzi è della Bürgerliste, anche lui con Mitterhofer si è scontrato: “E sempre stato innanzi tutto il rappresentante degli italiani, io sono per una visione meno impostata sulle differenze etniche. Ma era soprattutto una persona leale, onesta quando si discuteva e fantasticamente collaborativa quando si lavorava insieme”. La sua priorità? “Abitazioni e terreni ai residenti – non ha esitazioni Burgmann – Era la sua battaglia: non facilitare la costruzione di seconde case e fare in modo che i locali possano costruire qui le loro case, scongiurando la svendita di territorio e risorse”. Accanto al riconoscimento dell'importanza del turismo, il rispetto del valore delle tradizioni. Come quella che radica la famiglia di Fabio Mitterhofer a San Candido, con il negozio di computer e quello di abbigliamento della moglie Claudia.

“Partecipo al dolore della famiglia e della sua Comunità che gli aveva confermato la fiducia per la limpidezza dei suoi comportamenti in politica come nelle relazioni personali – ha scritto Alessandro Urzì di Alto Adige nel cuore - Era stato anche assessore ma io lo ricordo quando aveva il coraggio di assumere su di sé la responsabilità in Alleanza Nazionale, ai tempi della mia presidenza, di tenere le redini del locale Circolo. Ti sono grato, Fabio, per quello che hai fatto per la nostra Comunità senza chiedere mai nulla in cambio”.

“Oltre a essere un amico - ha scritto l’ex parlamentare Giorgio Holzmann - Fabio è stato anche un compagno di viaggio. Ricordo le molte riunioni politiche a San Candido per preparare la lista civica e il suo supporto ad Alleanza Nazionale. Era una brava persona, un imprenditore intraprendente, uno sportivo appassionato. Era una persona che aveva a cuore gli interessi della sua comunità”.