BOLZANO. Con la sua maestria - perché tale era la bravura nell’esercizio del mestiere tramandatogli dal padre - ha contribuito a rendere la città di Bolzano più colorata, e dunque più vivace e allegra. Ecco perché oggi i bolzanini devono sentirsi un filo più tristi e poveri di spirito.

È scomparso, all’età di 88 anni, Lino Zadra, pioniere del commercio cittadino e soprattutto artefice dell’epopea del celebre colorificio di via Zara, punto di riferimento (ancora oggi) di chi abbisogna di vernici e affini. L’ottantottenne è deceduto nella mattinata di ieri, nella sua casa, attorniato dall’amore dei suoi familiari, su tutti la moglie Giosi, con la quale ha condiviso le pagine più importanti e belle della sua vita, e il figlio Enrico. I funerali si siono tenuti questa mattina (3 novembre) nella chiesa parrocchiale di Gries.

Lino Zadra è stato molto più di un semplice (semplice fra virgolette) commerciante: la sua era pura maestria nel mettere a frutto gli insegnamenti del padre Luigi, che nel 1939 (proveniente dalla Vallagarina: era originario di Rovereto) diede vita all’attività di famiglia aprendo, in via Zara a Bolzano, un emporio per la produzione e vendita dei colori, destinati principalmente all’edilizia e poi anche al settore automobilistico (carrozzeria).

Il figlio Lino prese velocemente in mano le redini dell’attività, affiancato dal fratello Gentile, oggi 92enne, con un impegno spostatosi successivamente verso il commercio delle vernici, abbandonando la produzione. Negli anni Settanta la creazione della “Zetal Colori”, e al negozio di via Zara ne fecero seguito altri due, uno in via Dalmazia e un altro in via Claudio Augusta, dedicato alla vendita all’ingrosso. Entrambi i punti, col tempo, vennero ceduti e trasformati in altro. Invece, rimane oggi ancora presente e attivo il colorificio di via Zara, passato negli anni Novanta nelle mani dello storico collaboratore dei Zadra, Rudolf Vonmetz: restano dunque l’insegna e il nome Zadra, che è diventato nel frattempo un vero e proprio marchio e anche un pezzo di storia che si tramanda di epoca in epoca. I locali sono ancora di proprietà della famiglia Zadra, che li concede in affitto ai titolari della ditta.

«Mio padre era un gran lavoratore, in grado di adattarsi perfettamente a ogni situazione, una persona speciale, sempre positiva, un carattere d’oro e generoso», le dolci parole del figlio Enrico, rimasto a fianco del papà fino all’ultimo.

Lino Zadra era fra gli ultimi del mestiere, in città, in grado di dosare perfettamente i colori anche a occhio nudo, «praticamente un tintometro vivente». In molti lo ricordano così, come lo ritrae la foto qui sopra, al di fuori del proprio negozio, pronto ad accogliere i clienti o a inforcare la bici o il motorino per una consegna a domicilio. Un pezzo di storia di Bolzano da ricordare e custodire gelosamente.