BOLZANO. Si era ritirato da tempo dal servizio, ma il suo ricordo è rimasto vivido in chi lo ha conosciuto, ex colleghi e pazienti. È morto Giovanni Contini, ex primario del Pronto soccorso di Bolzano. Aveva 92 anni. I funerali saranno celebrati questa mattina, 20 febbraio, alle 10 nella chiesa di Cristo Re. In città era molto conosciuto, anche per la sua attività all’interno dello sci club Ase Catinaccio. Il figlio Mauro è medico presso il servizio di Radiologia. Nato in provincia di Piacenza, Giovanni Contini aveva frequentato il liceo a Milano e l'università a Genova, dove dopo la laurea in medicina si era specializzato prima in anestesia e rianimazione e poi in chirurgia generale.  Aveva lavorato dapprima in Liguria e poi, dal 1965, era approdato a Bolzano come aiuto primario e, con il dottor Faccioli e il dottor Toffol, aveva praticamente messo in piedi il pronto soccorso che prima non esisteva. Il 17 agosto 1998 il nostro giornale lo aveva intervistato in occasione del suo pensionamento. Come ha cominciato, al pronto soccorso del vecchio ospedale? «Il reparto, al pianoterra, era costituito da due stanze, però abbiamo sempre avuto una sala operatoria a disposizione. All'inizio eravamo solo tre medici, il dottor Faccioli, il professor Toffol e io. Gli infermieri all'inizio erano soltanto tre (poi aumentati a 6), comandati dalla mitica suor Lorenzina. Facevamo turni di guardia durissimi, che oggi sarebbero inimmaginabili. Per 15 anni riuscivo ad andare a dormire solo dopo 36 ore di servizio». Era molto conosciuto come medico legato al mondo dello sci. «Sono arrivato allo sport bianco, seguendo i miei due figli, entrambi agonisti. Sono appassionato di vari sport, ma sono uno sciatore mediocre», raccontava, «però ho cominciato a seguire come medico i ragazzi dello sci sudtirolese, dai 6 ai 18 anni. Ne cito solo alcuni: Much Maier, Ivan e Michela Marzola, ho visto anche Alberto Tomba, Carlo e Oskar Delago, Peter Runggaldier, Werner Perathoner, i fratelli Erlacher, e le due speranze giovani Patrick Thaler di Sarentino e Arnold Rieder di Maranza. E non dimentico certo Silvana Panzanini, Isolde Kostner, Morena Gallizio e Karen Putzer, la speranza dello sci azzurro femminile e tanti altri. E prima ancora che il dottor Tomazzoni creasse a Bolzano la medicina dello sport ho rilasciato certificati di idoneità per molti giovani aspiranti a varie specialità». E la pensione? Questa era stata la sua riposta: «Sono socio della riserva di Sarentino, vado a caccia anche in Emilia Romagna e qualche volta il mio amico Gianni Marzola mi invita nella sua riserva nel Burgenland in Austria. Non avrò certo tempo di annoiarmi».