Bolzano. L’ultima zampata giancarlo bolognini se l’è riservata con la frase che la famiglia ha fatto stampare sul cartoncino di ricordo distribuito ieri ai funerali nella chiesa dei domenicani. una citazione di don milani, quindi lontana nel tempo, che racconta dell’oggi e di quello che ne pensava l’ex sindaco e assessore provinciale, uomo politico nel senso puro, perché di politica, cioè di cosa pubblica, ha ragionato fino all’ultimo, morto giovedì a 80 anni nella sua casa a bolzano. ieri lo hanno salutato a centinaia, la chiesa piena, i suoi affetti, gli amici, i politici e il mondo dello sport, l’ultimo impegno e passione.

Scriveva questo don lorenzo milani, morto nel 1967: «se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri».

Don mario gretter ha salutato bolognini con una omelia ricca di ricordi e affetto, un racconto dell’uomo. «assolutamente senza fronzoli», ad esempio. la malattia è stata veloce, ma bolognini raccontava agli amici di esser grato di avere avuto il tempo di «sistemare le cose».

«abbiamo parlato tantissimo negli ultimi giorni, un fiume in piena», racconta don gretter, «e colloqui instancabili anche con padre kurt, lunghi perché non sopportava i tweet, ridurre un pensiero in poche parole». ha preparato se stesso e i dettagli. aveva chiesto a diego cavagna di informare della sua morte gli amici della sua «famiglia politica», il cattolicesimo democratico. li si ritrova nel necrologio, anche quello suggerito vicino alla morte, l’elenco delle firme è il suo manifesto politico, la sua idea di politica e alleanze. «amava la polis, scontrarsi per costruire», ricorda don gretter, arrivato dal veneto, «ha amato questa terra, capendo la fatica dei contadini e il loro legame con la terra». nel necrologio «politico» bolognini aveva chiesto che venisse scritto «un uomo che ha dedicato la propria vita alla pacificazione e convivenza delle genti di questa terra»: chi lo ha firmato era ieri nella chiesa, con poche eccezioni come enrico letta, arrivato a bolzano per la camera ardente: tarcisio andreolli, giorgio balzarini, lionello bertoldi, roberto bizzo, siegfried brugger, renzo caramaschi, diego cavagna, andrea casolari, michele di puppo, lorenzo dellai, marcello ferrari, luisa gnecchi, enrico letta, guido margheri, oskar peterlini, sandro repetto, giovanni salghetti, luigi spagnolli, alberto stenico, romano viola, karl zeller. burbero, bolognini amava sedersi a tavola per dipanare discussioni familiari e politiche. il figlio michele bolognini lo ha ricordato a nome della madre giovanna e della sorella laura: «raramente diceva “ti voglio bene”, bisognava essere abbastanza svegli per capire come te lo comunicava. gli amici lo sanno, aveva tre gradi di affetto: “beviamo un bicchiere insieme”, “ti cucino gli spaghetti”, fino al grado massimo “facciamo una grigliata a ronzone”. mI mancherà la sua telefonata dopo ogni partita di hockey».

Sarà stato anche burbero, ma in questi giorni si è scoperto quanti avessero in bolognini il loro punto di riferimento. «quando ero in crisi politica, andavo da lui», racconta repetto, uno dei tanti. le ultime elezioni provinciali lo avevano lasciato arrabbiato e deluso, con la svp che aveva abbandonato il progetto politico di una vita, la sua vita, e il centrosinistra diviso che non ha reso abbastanza difficile l’alleanza con la lega. il sindaco renzo caramaschi ha indossato la fascia per salutare bolognini, «grande sindaco». giovane funzionario, caramaschi aveva lavorato con bolognini giovane sindaco (1968-1983): «aveva trovato una città con una crisi abitativa esplosiva, firmò i decreti di sequestro di alloggi sfitti, riuscì a convincere benedikter e venne realizzato il quartiere europa. parlava di autonomia quando era scomodo». tra i tanti che lo hanno salutato, anche il presidente kompatscher, gli assessori comunali con il vicesindaco baur, l’assessore provinciale vettorato, i consiglieri provinciali, dello sbarba, vallazza e vettori, il presidente della camera di commercio michl ebner, paolo berloffa e chiara pasquali (figli dei suoi alleati politici), otto saurer e lorenzo dellai. appassionato di hockey, a lungo presidente della federghiaccio, ieri in chiesa, tra gli altri, robert oberrauch, marco insam, adolf insam, stefan zisser, martin pavlu, dieter knoll, anton bernard.

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