BOLZANO. Cinquecento bar scenderanno in piazza per servire gli Alpini, anche perché in tempi di crisi l'occasione di fare affari stavolta è troppo ghiotta. Confesercenti ha quindi scritto una lettera al municipio con le richieste avanzate dai ristoranti e soprattutto dai bar: possibilità di posizionare panche esterne, spina della birra all'aperto, autorizzazione a poter suonare dal vivo senza tante pastoie burocratiche, libertà nell'affissione temporanea di cartelloni e indicazioni per pubblicizzare i bar e gli esercizi defilati rispetto alla sfilata delle penne nere. Serviranno poi una marea di bagni chimici, perché nei bar il posto è quello che è.
Nella serata di mercoledì una sessantina di affiliati a Confesercenti si sono riuniti per un'assemblea nella quale è stata elaborata una missiva da spedire all'amministrazione comunale, in risposta ad una sollecitazione giunta proprio dagli uffici municipali. Della serie: diteci cosa vi serve per la tre giorni degli alpini, vedremo di accontentarvi. Sarà una sorta di deregulation. Niente di sconvolgente, ma l'evento è straordinario, bisognerà mettere in campo contromisure straordinarie. Molto sentita soprattutto l'esigenza di portare i servizi di mescita bevande all'esterno degli esercizi.
«Senza costringere gli alpini a entrare, uscire, porte o non porte», come spiega Mirco Benetello, segretario di Confesercenti. «La buona riuscita di qualsiasi evento, spiega, dipende dal rapporto creato fra ospitalità della città, baristi e ristoratori, e i visitatori. Molto dipende però anche dalle condizioni di contorno. Ci auguriamo che il Comune non solo non ci ostacoli e ci conceda ciò che abbiamo chiesto, ma che ci agevoli, ci aiuti».
Intanto, sempre il Comune è letteralmente oberato dalle richieste riguardo alla concessione dei quasi 170 banchetti previsti dal bando municipale per i tre giorni dell'adunata di maggio. La dirigente dell'ufficio licenze, Fabiola Petilli, ieri alla nostra richiesta ha tagliato corto: «Mancano pochi giorni alla scadenza del bando e siamo letteralmente sommersi dalle richieste, non ho tempo». Sempre ieri, di adunata si è parlato in consiglio di circoscrizione Centro-Piani-Rencio e nell'ennesima riunione del comitato organizzatore. Perché ci si è presi per tempo, ma ormai mancano solo tre mesi. Non sono molti.
Nella serata di mercoledì una sessantina di affiliati a Confesercenti si sono riuniti per un'assemblea nella quale è stata elaborata una missiva da spedire all'amministrazione comunale, in risposta ad una sollecitazione giunta proprio dagli uffici municipali. Della serie: diteci cosa vi serve per la tre giorni degli alpini, vedremo di accontentarvi. Sarà una sorta di deregulation. Niente di sconvolgente, ma l'evento è straordinario, bisognerà mettere in campo contromisure straordinarie. Molto sentita soprattutto l'esigenza di portare i servizi di mescita bevande all'esterno degli esercizi.
«Senza costringere gli alpini a entrare, uscire, porte o non porte», come spiega Mirco Benetello, segretario di Confesercenti. «La buona riuscita di qualsiasi evento, spiega, dipende dal rapporto creato fra ospitalità della città, baristi e ristoratori, e i visitatori. Molto dipende però anche dalle condizioni di contorno. Ci auguriamo che il Comune non solo non ci ostacoli e ci conceda ciò che abbiamo chiesto, ma che ci agevoli, ci aiuti».
Intanto, sempre il Comune è letteralmente oberato dalle richieste riguardo alla concessione dei quasi 170 banchetti previsti dal bando municipale per i tre giorni dell'adunata di maggio. La dirigente dell'ufficio licenze, Fabiola Petilli, ieri alla nostra richiesta ha tagliato corto: «Mancano pochi giorni alla scadenza del bando e siamo letteralmente sommersi dalle richieste, non ho tempo». Sempre ieri, di adunata si è parlato in consiglio di circoscrizione Centro-Piani-Rencio e nell'ennesima riunione del comitato organizzatore. Perché ci si è presi per tempo, ma ormai mancano solo tre mesi. Non sono molti.

