BOLZANO. Azienda energetica alza il livello dello scontro con Provincia e Sel nella controversia sulle grandi concessioni idroelettriche assegnate a Sel grazie alla manipolazione delle offerte di gara. Il consiglio di amministrazione di Ae, riunito l’altra sera con la presidenza di Massimiliano Sturaro, ha iniziato a vagliare l’ipotesi di avviare una richiesta di risarcimento danni direttamente agli assessori provinciali, che potrebbero essere chiamati in giudizio per 807 milioni. Di altri 200 milioni è la causa civile ipotizzata da Ae contro Sel.

Intanto la Provincia segna un punto su un altro fronte della questione energetica. La Corte costituzionale ha bocciato i ricorsi presentati contro la Provincia dal Tribunale superiore delle acque pubbliche per quanto riguarda competenze sulle concessioni idroelettriche. La sentenza è stata depositata ieri. Il Tribunale superiore delle acque aveva promosso varie istanze contro la legge omnibus sull’ambiente (n. 2/2010) e contro la legge finanziaria 2012 (n. 15/2011). La Consulta ha dichiarato in entrambi i casi inammissibile la questione di legittimità costituzionale. Tra le norme contestate, c’era la potestà dell’assessore provinciale competente a dichiarare inammissibili le domande di derivazione con potenza nominale media fino a 3MW non corredate dal titolo comprovante la disponibilità delle aree interessate dagli eventuali impianti.

Tornando alla vertenza sulle gare, il presidente provinciale Luis Durnwalder è impegnato in una serie di colloqui esplorativi con le società energetiche che si ritengono danneggiate. La giunta spinge per una transazione, ma un accordo sembra ancora lontano. Ae prosegue quindi la ricognizione giuridica con un pool di legali, per fissare una nuova strategia. Nella seduta del Cda è stata prospettata una maxi causa civile che coinvolgerebbe non l’ente Provincia, ma gli assessori stessi. La cifra ipotizzata è di 807 milioni, cui aggiungere altri 200 milioni di richiesta danni alla Sel. Dell’ipotesi di nuove cause il Cda tornerà a discutere nella prossima seduta. Si sta anche valutando se la richiesta di danni vada indirizzata agli assessori in carica al momento della manipolazione della gare (la formazione con Laimer) o se possa essere chiamata in causa l’attuale giunta, contestandole di non avere sanato le illegittimità. Nei mesi scorsi gli assessori erano stato raggiunti già da una diffida della Eisackwerk che intimava l’assegnazione della centrale di S. Antonio, minacciando una richiesta di risarcimento milionaria. (fr.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA