BOLZANO. «Un aeroporto voluto da pochi e pagato da tanti, cioè i contribuenti». Con questo slogan di fondo il movimento che si oppone all’ampliamento e al rilancio dello scalo aereo di San Giacomo ha deciso di iniziare ad organizzarsi mettendo assieme anche le varie anime ambientaliste in vista del referendum consultivo che la Provincia intende promuovere per il giugno prossimo. Il primo atto è stata una risposta immediata alla decisione di “Assoimprenditori” del predidente Stefan Pan di organizzare proprio all’aeroporto il proprio tradizionale appuntamento di inizio anno. Un segnale che intende riproporre alle forze politiche e alla giunta provinciale la necessità di promuovere un rilancio dello scalo aereo come strumento di sviluppo economico dell’Alto Adige che - a detta degli imprenditori - ha necessità di collegamenti agevoli e veloci anche in chiave turistica. Di segno opposto, ovviamente, l’iniziativa messa in campo da un gruppo di cittadini che si riconoscono in una pagina facebook intitolata «Gegen Flughafen Bozen - Contro Aeroporto Bolzano». Non sono solo ambientalisti, ma anche cittadini comuni e politici per lo di opposizione: contestano in primo luogo lo sperpero di denaro pubblico per tenere in piedi un progetto che continua a costare caro all’intera collettività pur interessando solo una parte della popolazione. A tal proposito il movimento ha deciso di promuovere l’iniziativa di questa sera con uno slogan ironico: «Pan e Nutella», con riferimento al nome del presidente di Assoimprenditori e la volontà di spalmare sulle tasche di tutti i cittadini i costi del progetto aeroportuale.
«La manifestazione di questa sera - ricorda Maria Teresa Fortini del Movimento Cinque Stelle - è un’occasione per ribadire che per l’aeroporto si continua a sperperare denaro pubblico. La verità è che l’aeroporto rappresenta un fallimento ripetuto. Il finanziamento pubblico allo scalo aereo di Bolzano è già stato bocciato nel 2009 (la consultazione non raggiunse il quorum, ndr). E’ dal 1997 che provano a rilanciare lo scalo ed è sempre stato un fallimento».
In tal senso l’elenco dei finanziamenti elargiti negli ultimi anni è eloquente. La società di gestione dell’aeroporto ha ottenuto sino 19 milioni e mezzo di contributi, due milioni e 700 mila euro sono stati spesi per la costruzione della caserma dei vigili del fuoco, poco meno di 16 milioni sono stati utilizzati per l’acquisto di terreni per il previsto ampiamento, altri 12 milioni sono stati utilizzati per l’adeguamento della pista di atterraggio, altri 14 milioni sono stati elargiti per l’arredamento del terminal con altri 3 milioni per costi di manutenzione.
Poco meno di 10 milioni di euro si sono poi resi necessari per finanziamenti alle compagnie aeree e per il fallimento di Air Alps. «Se qualcuno vuole l’aereoporto è giusto che ne affronti i costi» dicono i promotori del “no”, soprattutto in tempi in cui a seguito della “spending review” si sono tagliati anche welfare e sanità.
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