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BOLZANO. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher è stato di parola. In autunno sarà fissata la data del referendum sul futuro dell’aeroporto. «Presenteremo - ha spiegato ieri il governatore in Consiglio - un disegno di legge “ad hoc” . L’esito del referendum non è vincolante, ma ci atterremo al risultato». Quando si parla dello scalo bolzanino, secondo Kompatscher, non bisogna partire da posizioni preconcette, «anche perché l’aeroporto assorbe solo il 3% dei fondi destinati alla mobilità». I voli di linea per Roma saranno sospesi mercoledì 17 giugno, perchè Darwin-Etihad ha deciso di rompere il contratto in essere con un anno in anticipo. «In estate - ha sottolineato il governatore - faremo i necessari interventi di risanamento alla pista (alle canalette ndr), che non sarà allungata. Resto ottimista, in ogni caso, per il futuro: ripartiremo con i voli per la capitale a settembre, quando presenteremo il piano industriale».
Le compagnie interessate, allo stato attuale, sono due, ma di definito non c’è ancora nulla. Tornando al referendum Kompatscher ha sottolineato di «non aver mai temuto l’opinione degli altoatesini». La mozione sulla consultazione popolare, approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale, è stata presentata da Andreas Pöder (BüurgerUnion). Impegna l’esecutivo a presentare, entro fine ottobre, al Consiglio provinciale un piano industriale per l’aeroporto e a proporre una data per un referendum consultivo sullo scalo bolzanino. Il fronte del «no» è guidato dai Verdi e dagli ambientalisti della Bassa Atesina, mentre il mondo dell’economia preme per il potenziamento dello aeroporto.
Per Brigitte Foppa (Verdi) «il trasporto aereo ha costi esponenziali per persona rispetto a quello via bus, circa 40 volte tanto, per non parlare dei costi ambientali e dell’inquinamento della conca di Bolzano». Foppa ha ricordato l’esito del referendum del 2009, fallito solo per pochi voti, «quando migliaia di cittadini si espressero contro la struttura». Per Paul Köllensperger (Movimento 5 Stelle) «la raggiungibilità è importante per certi settori, ma tenendo conto del numero di passeggeri (60-70 mila l’anno ndr) l’aeroporto di Bolzano non si può definire un servizio pubblico, quindi dovrebbero essere i gruppi di interesse coinvolti ad assumersi il finanziamento». La partita, dunque, è tutta da giocare, ma la decisione della Provincia di sistemare la pista fa capire chiaramente quali siano gli intendimenti della giunta. Lo scalo serve al mondo economico, ma non solo. Bisogna, però, trovare il modo per renderlo competitivo «senza bruciare somme troppo elevate», ha concluso Kompatscher.
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