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BOLZANO. È un tavolo pieno di giochi aperti quello che la Provincia mette sotto al naso di Otmar Michaeler nel momento in cui lo nomina nuovo presidente della società inhouse Abd-Airport Spa. Il presidente di Volksbank, che ha da poco chiuso l’accordo con Banca di Marostica, ha ricevuto ufficialmente carta bianca su alcuni nodi dirimenti per il futuro dello scalo. Dalla gestione estiva legata ai lavori per lo scolo (potrebbero essere sospesi i voli per Roma mantenendo solo i charter programmati) alla trattativa con il nuovo vettore che dovrebbe sostituire Etihad e la sua Darwin Airlines. «Abbiamo scelto un nuovo cda molto tecnico proprio perchè vogliamo si prenda le sue responsabilità. Staremo a vedere quali saranno le sue indicazioni» ha detto Arno Kompatscher in fase di presentazione del nuovo gruppo dirigenziale di Abd. Di certo la regia rimarrà salda nelle mani di Palazzo Widmann, ma gli indirizzi saranno importanti. Ad affiancare Michaeler (che ha anche un’esperienza di peso nell’impresa di consulenza del settore turistico Falkensteiner) la giunta ha scelto Marco Pappalardo, direttore di Smg Marketing e con un passato professionale come segretario particolare di Luis Durnwalder. Sarà il vice presidente. Nel cda, a forte impronta turistica, anche Ester Demetz, vicedirettrice dell’Hgv degli albergatori, Juliane Messner dello studio legale Geistwert e l’ingegnere civile Udo Mall. Per il consiglio di vigilanza, invece, sono stati confermati Margit Crazzolara e Thomas Pircher mentre il volto nuovo sarà quello di Guenther Schacher. Il tutto verrà ratificato oggi dall’assemblea di Abd.
Le nomine, chiaramente, hanno immediatamente ravvivato la discussione attorno allo scalo. Kompastcher prende tempo: «Aspettiamo di elaborare il progetto con i nuovi vertici per poi presentarlo in modo puntuale alla popolazione». Indicazioni, ovviamente, sono già state girate e non è un mistero che, al di là di Roma, l’intenzione dell’amministrazione sia di stringere le maglie delle rotte anche verso Nord. La Camera di Commercio, intanto, torna a premere sul bottone di uno scalo piccolo, ma funzionale. «L’economia altoatesina - le parole del direttore Michl Ebner - ne ha bisogno rifuggendo l’impostazione di una struttura portata avanti con poca convinzione. Gli imprenditori operano sempre di più sui mercati internazionali e necessitano pertanto di un collegamento efficace con gli aeroporti maggiori. I partner hanno poi bisogno di raggiungere l’Alto Adige velocemente». L’Economia, però, non è il solo settore interessato allo scalo perchè si vola anche per piacere. «Gli altoatesini richiedono una mobilità migliore dato che le zone montane sono già svantaggiate per la conformazione paesaggistica. Senza contare, ovviamente, l’impulso che un buono scalo può dare al turismo».
La seduta di giunta di ieri ha poi esaminato la modifica del tracciato del metanodotto Snam che corre nella zona della pista. Il blocco del Tar, che aveva visto contrapposti il Comune di Laives e la Provincia, sarà superato con la distinzione dell’opera da quella dell’ampliamento della struttura. Una scelta salutata positivamente anche dal sindaco Liliana Di Fede: «Si tratta di due operazioni distinte e differenti. Questo deve essere chiaro».
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