BOLZANO. Prove di fusione fra la società elettrica comunale Aew e la provinciale Sel: ieri i vertici societari bolzanini - il presidente Marchi e il direttore generale Calabrò - hanno relazionato sullo status quo alla maggioranza che regge il municipio. Da mesi la Provincia ha messo in piedi un tavolo di confronto politico con Bolzano e Merano, per considerare eventuali forme di collaborazione strategica e industriale fra le due società energetiche. Per valutare gli interessi sia pubblico che sociale alla fusione, le due società hanno avviato una fase di analisi di fattibilità, riguardo ai profili economici, giuridici, tecnici, industriali, contabili e fiscali. Finché però l’analisi non sarà conclusa, si è spiegato ieri, non si andrà a trattare concretamente. Così come non ci si muoverà se non si sarà ricevuto il via libera da parte degli indirizzi politico amministrativi, sia di Bolzano che di Merano.
Fatto sta che, al di là delle considerazioni politiche, una fusione, se non con Sel almeno con qualche altra partecipata, appare per così dire necessaria, inevitabile se si vuole resiste sul mercato senza essere cannibalizzati. Il settore dei servizi pubblici locali, infatti, negli ultimi 15 anni, ha subito un’evoluzione: dalle municipalizzate ci si è trasformati in Spa, dopodiché si è avviata una fase caratterizzata dall’apertura del capitale ai mercati finanziari, attraverso le quotazioni in borsa. A seguire, c’è stata una fase di consolidamento: numerose società si sono aggregate, portando alla creazione di grandi attori regionali quotati in borsa. Milano e Brescia hanno dato vita ad A2A, Bologna e Modena a Hera, Torino Genova Parma Piacenza e Reggio Emila a Iren, e via discorrendo. Attualmente il mercato è caratterizzato da una competizione sempre maggiore a seguito delle liberalizzazioni e dell’entrata in Italia di competitori internazionali, per non parlare della prossima riorganizzazione del servizio gas con l’avvio di gare di area, della fiscalità sempre più pressante e molto altro. Si va insomma verso una ulteriore fase di consolidamento del settore energetico, per sostenere la competizione estera. Anche nel contesto altoatesino, la potenziale aggregazione di Aew e Sel, ha spiegato ieri il presidente Marchi, potrebbe preservare le due società energetiche dal trovarsi in condizioni dimensionali inadeguate. Permetterebbe inoltre di mantenere il presidio del territorio da parte degli attuali soci pubblici che, in futuro, potrebbe portare ad essere un polo di aggregazione anche per altre realtà, regionali e non, che operano in un mercato energetico ancora troppo frammentato. In sostanza, un’accelerazione verso la fusione, che però, ieri, ha trovato anche resistenze. In maggioranza, la Svp chiede garanzie, Sel e Verdi sono sul chi va là: che non sia una sanatoria in favore di Sel spa per i noti scandali, il tutto a svantaggio di Bolzano e Merano.
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