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BOLZANO. Il blitz della Guardia di Finanza è scattato contemporaneamente nelle prime ore della mattinata di ieri sia in Alto Adige che fuori provincia. Su disposizione della magistratura gli uomini delle Fiamme Gialle hanno acquisito altra documentazione in grado di aprire nuovi importanti varchi nell'inchiesta su affari e politica. Al centro dell'indagine (affidata agli specialisti della Guardia di Finanza comandati dal generale Francesco Attardi e coordinata personalmente dal procuratore Guido Rispoli) c'è ancora una volta il business dell'energia. Nelle ultime settimane, a seguito di alcuni riscontri emersi nel corso delle verifiche, le indagini stanno toccando un livello decisamente più alto, anche a livello politico. Ancora una volta al centro dell'indagine ci sono nuove fiduciarie (almeno un paio con sede in Veneto) con il cui paravento imprenditori e politici sudtirolesi hanno acquisito importanti partecipazioni in seno a società che operano nel campo del business energetico. Come noto gli inquirenti si stanno muovendo con l'ipotesi di accusa di abuso in atti d'ufficio. Un reato difficile da provare in sede di giudizio ma è l'unico, per il momento, che possa fungere da grimaldello per cercare di scoperchiare verità anche politicamente scomode (o per lo meno inopportune). Gli inquirenti stanno procedendo a tambur battente. Ieri hanno acquisto altra documentazione considerata «molto interessante». Procuratore e finanzieri non si sbilanciano più di tanto ma si avverte fermento sugli sviluppi che potrebbero riservare clamorose sorprese. Non a caso ieri tra gli investigatori si parlava di «livello molto alto» raggiunto dall'inchiesta. Mezze parole che permettono di capire come gli inquirenti non si stiano muovendo «al buio» ma, al contrario, secondo un canovaccio ben definito, messo a punto nel supervertice di giovedì mattina in Procura della Repubblica. Cosa si possa intendere per «livello molto alto» è tutto da scoprire. A parlare nelle prossime ore saranno soprattutto i documenti sequestrati ieri. Gli uomini della Guardia di Finanza sono attesi da un lavoro faticoso e certosino. Serve abnegazione e competenza perchè le indagini devono proseguire in maniera efficace ed in termini spediti. Non è facile. Per l'analisi di tutta la documentazione sequestrata ieri serviranno almeno due settimane ed è molto probabile che l'elenco degli indagati sia destinato ad allungarsi. Ricordiamo che al momento non mancano i nomi anche rilevanti sotto il profilo politico. Su tutti il vicepresidente della giunta provinciale Hans Berger ed il direttore della Sel Maximilian Rainer. Entrambi sono finiti sul registro degli indagati con l'ipotesi di accusa di abuso in atti d'ufficio. Berger ha agito con il paravento di una fiduciaria ed è titolare effettivo del 100 per cento delle quote della «Ciamp srl» con sede a La Villa in val Badia che opera nella produzione di energia alternativa offerta e venduta ad alcuni Comuni.


