BOLZANO. Quando gli hanno detto che non poteva proseguire il viaggio è stato come se il mondo gli fosse caduto addosso. E peggio ancora, un minuto dopo, si deve essere sentito quando gli agenti gli hanno sequestrato il passaporto, la carta di identità e il permesso di soggiorno, tutti falsificati ma di ottima fattura. In questo modo si è interrotto il “viaggio della speranza” di un quindicenne afghano, in stazione a Bolzano, che da solo e con il solo biglietto del treno tentava di raggiungere Monaco. Partito settimane addietro, aveva raggiunto Roma, dove qualcuno lo aveva messo in contatto con chi poteva procurargli i documenti, a detta dell’intermediario, in regola per poter viaggiare tranquillamente in tutta Europa. Si è messo a lavorare un po’ dappertutto per alcune settimane, e a risparmiare, per permettersi quella spesa di 500 euro. Poi finalmente la partenza martedì mattina, sul treno per Monaco. Quando il personale della Polfer gli ha chiesto di mostrare i documenti e il biglietto del treno, lui l’ha fatto con sicurezza, ma l’agente si è insospettito: quelle tesserine erano state appena stampate, e un colore sembrava leggermente più scuro. Le indagini della Polizia Ferroviaria hanno poi accertato che il ragazzo aveva acquistato, a sua insaputa, i documenti di un suo connazionale coetaneo che invece di quelle prerogative di viaggio ne aveva pieno diritto. Il giovane semplicemente credeva che dopo aver pagato tutti quei soldi avesse acquisito il diritto di viaggiare, ignorando la rete di leggi e accordi internazionali in cui si insaccano i flussi migratori. La verità gli è stata spiegata con l’aiuto di un mediatore culturale. Subito è scattata la denuncia a piede libero, con il consenso della procura dei minori, per un reato che altrimenti (se non fosse stato un minore) prevedrebbe l’arresto obbligatorio. Il ragazzo è stato poi affidato alle cure di un centro di accoglienza per minori in attesa dello svolgimento del procedimento giudiziario. Sulle tesserine plastificate, è emerso dalle indagini, era stata modificata la fotografia, e al ragazzo era stato raccontato che si trattava di documenti ufficiali. L’acquisto, ha raccontato il giovane afghano, era avvenuto a Roma, qualche giorno prima. Si tratta soltanto dell’ultima vicenda legata allo sfruttamento dei migranti da parte di organizzazioni criminali. E si fanno sempre più strada le ipotesi che vedono il blocco delle frontiere tedesche come un’occasione ghiotta per i passatori. Un giovane, giorni addietro, ha raccontato di essere stato avvicinato da un uomo di mezza età turco che gli avrebbe “offerto” un passaggio sicuro in macchina fino a Innsbruck in cambio di qualche centinaio di euro.