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BOLZANO. I talebani si riprendono l’Afghanistan e non ci sarà più la voce di Gino Strada a scuotere la coscienza degli occidentali. «Tra i suoi ultimi pensieri c’è stato l’Afghanistan»: Emergency si congeda così dal fondatore, scomparso a 73 anni. Alidad Shiri si è salvato dall’Afghanistan quando era poco più che un bambino, da solo. La sua famiglia è stata in parte distrutta. Aveva perso la madre, il padre, una sorellina, prima di iniziare il viaggio che lo ha visto, a soli dieci anni, affrontare l’avventura inimmaginabile che dal Pakistan lo ha portato infine in Alto Adige, nel 2005. «Via dalla guerra» è il libro che Shiri ha dedicato alla sua fuga per la sopravvivenza.
A 29 anni la vita di questo giovane uomo è qui (tra l’altro collaboratore prezioso del nostro giornale), in maggio si è laureato in Filosofia politica. Il 5 settembre aveva un appuntamento con Gino Strada a Reggio Emilia. «Mi avevano invitato al festival di Emergency per un dialogo sull’Afghanistan. Non ci sarà Gino Strada e chissà cosa sarà rimasto del mio Paese di origine tra tre settimane», racconta Alidad Shiri.
Dopo venti anni i contingenti occidentali hanno lasciato l’Afghanistan, i talebani lo stanno riconquistando palmo a palmo. «È un orrore», sussurra Alidad Shiri. Viene spazzata via la piccola rinascita afghana, i passi di libertà delle donne e dei ragazzi, che sono tornati a studiare e ascoltare la musica, liberi dalla Sharia.



