BOLZANO. Ore 10:10 negli uffici tributari della sede di piazza Adriano un capannello di persone sbuffa e chiede chiarimenti dell'improvviso blackout che ha colpito la macchinetta salva-coda. Si sprecano le imprecazioni di chi rischia di perdere un'intera mattinata per un semplice codice fiscale. Sì, perchè ormai le code sono croniche, quotidiano e richiedono anche tre ore per espletare una banalissima pratica.

«Devo svolgere un'operazione piuttosto semplice - racconta Giuliana Marraccini - eppure aspetto da più di un'ora. La macchinetta, infatti, ha smesso all'improvviso di erogare i biglietti che regolarizzano l'afflusso bloccando, di riflesso, i monitor con le chiamate. Di fatto ha azzerato tutte le precedenze». L'inceppamento del sistema elettronico mette in difficoltà il personale che prima cerca di procedere a chiamata sperando nella buona memoria degli utenti e poi chiede addirittura aiuto a un cittadino in coda per aggiustare il dispositivo. «Ho un contratto da depositare - interviene Rudolf Gasser - e sono rimasto intrappolato nei loro disservizi».

Caustico Vincenzo Ferrara: «Quando si è costretti a venire qui bisogna mettere in preventivo di impiegare, in media, due ore e mezza». All'Agenzia delle entrate va avanti così da mesi: code infinite e guasti. La spiegazione a una perdurante situazione di difficoltà, comunque, è nella carenza di organici: i dipendenti a Bolzano sono 208, a Trento 420. «Proporzionale e bilinguismo - interviene Michele Buonerba, segretario della Cisl - comportano in Alto Adige un organico del 50% inferiore al necessario considerando il bacino d'utenza. I concorsi vanno desereti perchè chi ha il patentino, preferisce lavorare in Provincia dove ha uno stipendio più alto rispetto agli enti statali. Il personale, quindi, è costretto a lavorare in condizioni difficili e continuamente costretto a straordinari».

Agnes Haller, segretaria provinciale Cisl Fp, guarda agli orari: «Presto otterremo l'apertura già dalle 8.30, anche se l'obiettivo è di essere operativi alle 8 e introdurre una giornata ad orario prolungato fino alle 14 o alle 15. La normativa nazionale, infatti, prevede un massimo di 26 ore e noi arriviamo tra le 22 e le 24: ci sono margini di miglioramento. Resta, invece, il problema dell'organico considerando che degli 855 posti previsti qualche mese fa per tutta l'Italia quelli destinati a Bolzano sono stati zero. Dopo le proteste siamo riusciti ad ottenere almeno 5 nuovi colleghi».

I proponimenti di lotta all'evasione, inoltre, per quanto paradossale rappresentano un ulteriore bastone fra le ruote. «La tendenza - continua Haller - è di favorire assunzioni nell'ambito dei controlli perché da lì escono i dati che interessano la dirigenza. I servizi al cittadino, però, rimangono scoperti».