BOLZANO. Un profugo pachistano, al tempo dei fatti ospite della struttura di accoglienza di Laives, ieri in tribunale a Bolzano ha rimediato una condanna ad un anno e nove mesi di reclusione (con sospensione condizionale) per tentata violenza sessuale nei confronti di una prostituta romena di 23 anni con cui si era appartato in prima serata nella zona di ponte Campiglio.

La donna, però, scoprì ben presto che il profugo non sarebbe stato in grado di pagare la somma che in un primo tempo era stata pattuita. L’uomo, infatti, messo alle strette, dovette ammettere di non avere in tasca nemmeno un centesimo.

A fronte del diniego della prostituta ad acconsentire ugualmente un rapporto, il cliente è andato su tutte le furie e ha pensato di soddisfare i propri impulsi sessuali con la violenza. La donna infatti sarebbe stata prima aggredita con un successivo tentativo di sfilarle di dosso i pantaloni. Il tentativo di violenza non andò però in porto grazie all’intervento di altre lucciole della zona allarmate dalle urla della collega che tentava di difendersi. A quel punto il pachistano fu costretto a desistere e riuscì a dileguarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Sulla base della testimonianza della parte lesa e di alcuni amiche, poche settimane dopo l’uomo (Abu Souphyen di 28 anni) fu identificato e denunciato.

Si tratta di un incensurato e dunque il giudice Walter Pelino, ieri, gli ha riconosciuto le attenuanti del tentativo non portato a conclusione con l’ulteriore la riduzione di un terzo per il rito scelto (cioè abbreviato, condizionato dall’audizione di alcuni testimoni).

I fatti risalgono alla sera del 4 novembre di due anni fa. L’uomo ha sempre negato ma è stato riconosciuto sia dalla vittima che da due altri testi oculari. I due testimoni che la difesa ha portato in aula si sono dimostrati ininfluenti. (ma.be.)

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