BOLZANO. Bolzano scende in piazza per dire no al nuovo sistema di raccolta rifiuti, il quale - a ben vedere in maniera piuttosto singolare - da comunale diventa anche tema caldo per la campagna elettorale provinciale. Ieri il clou al mercato settimanale del sabato. Di qua il Team Artioli a raccogliere sottoscrizioni per un referendum abrogativo, dì là Alto Adige nel cuore col suo referendum istantaneo: “Sistema rifiuti promosso o bocciato?”.

Il consigliere provinciale uscente Elena Artioli (ieri ha lanciato la sua campagna elettorale low cost: niente auto blu, gira con l’Ape) in pochi giorni ha superato le mille firme e punta convinta alle quattromila necessarie; il collega Alessandro Urzì in sole due ore ha invece fatto votare un paio di centinaia di persone, con un risultato inequivocabile: l’85,49% boccia il bidoncino. Una stima simile viene dal consigliere comunale Degasperi del Team Artioli: il 20% promuove, l’80% contesta. Al di là della infuocata campagna elettorale, è proprio la raffica di contestazioni a colpire chi passa. In entrambi i banchetti, su ambo i lati di corso Libertà. Bipartisan.

Gli anziani contestano di non avere più lo sconto e non vogliono nemmeno mostrare i loro conti correnti per riceverlo, mica sono l’ultimo dei casi sociali. Si sentono toccati nella privacy. E non si comprende come mai la nuova raccolta impegni di più il cittadino, senza vantaggi economici. Gli anziani sono disorientati e nei grandi condomìni fanno difficoltà a trovare il bidone giusto, provando ad aprirne molti con la loro chiave. Perché, ci si domanda poi, tutti quei paletti posti sulle piazzole gialle? Ma l’avranno fatta la gara d’appalto? E quanto avranno speso? E perché sulle piazzole non si può parcheggiare gli altri sei giorni?

Anzi, perché ce n’è un sacco che non vengono usate nemmeno il giorno dello svuotamento? E perché una pletora di condomìni non paga per movimentare il bidoncino? E perché gli operai Seab hanno ricevuto l’ordine di svuotare anche i bidoni dei furbetti che non li portano in strada? E perché l’Upad, come segnalato dal consigliere comunale Maria Teresa Tomada, ha ricevuto dal comune il permesso di lasciare i suoi bidoncini tutta la settimana in strada, in via Firenze, sulla piazzola gialla?

C’è poi chi si dice informato e racconta che nei supermercati mica fanno la differenziata: passa la Seab e si porta via tutto. E c’è chi sostiene che a Lana l’impianto del compostaggio sta scoppiando e molti sono i camion dell’umido a finire all’inceneritore. Ed è proprio il nuovo termovalorizzatore da oltre 100 milioni di euro a far letteralmente imbestialire l’uomo della strada. In tanti sostengono che Bolzano avrebbe dovuto ricevere un incentivo dalla Provincia per il fatto di bruciare tutti i rifiuti altoatesini, come succede per esempio in Romagna. Al vetriolo le battute sul personaggio dell’anno, il dirigente dei servizi ambientali Seab Gallina. Per non parlare del centralino Seab, sempre intasato. C’è chi da settimane tenta, come spetta agli anziani, di farsi venire a prendere a casa i sacchi del verde, ma il centralino è sempre occupato. C’è l’anziano che pagava 11 euro e ne paga 34. E si lamenta perché alla Seab ci sono ben quattro dirigenti super-pagati.

C’è chi dice che differenziare va bene ma Bolzano non è un paesino, si doveva studiare un sistema ad hoc. E si dovevano potenziare le campane, visto che prima - e nessuno capisce perché - si raccoglievano solo alcuni tipi di plastica mentre adesso tutti, e quindi era ovvio che servivano più campane, da svuotare più spesso. C’è chi critica il proibizionismo, che non ha mai portato benefici spingendo invece la gente a trasgredire. E c’è chi spiega che avrebbero funzionato molto meglio degli incentivi, della serie: se differenzi paghi meno, se non lo fai paghi tutto. A peso però, non gli svuotamenti del bidone, magari anche quando stai un mese in villeggiatura in montagna e a riempirlo sono solo i tuoi vicini... Il maggior rammarico, però, è quello di vedere Bolzano trasformata da gioiello in immondezzaio.

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