BOLZANO. La biblioteca «Oltre l'handicap», in via Piacenza, nel cuore del quartiere Don Bosco, è il luogo dove la lettura diventa inclusione e i libri sono accessibili veramente a tutti. Si tratta dell'unica biblioteca specialistica Aias, su tutto il territorio nazionale, che propone una vasta gamma di libri fruibili da persone con disabilità sensoriali, cognitive o linguistiche.

La biblioteca si è specializzata sulla Comunicazione aumentativa alternativa (Caa) che, attraverso un sistema di simboli e immagini, ha permesso di allargare l'accesso alla lettura a chi prima ne era escluso.L'Aias nasce a Bolzano nel 1985, su iniziativa del professor Italo Mauro, come punto di riferimento e aggregazione delle famiglie con esperienze di disabilità.

Andrea Di Curti, che dirige l'associazione da quattro anni, sottolinea come dopo il Covid la biblioteca abbia avuto un notevole sviluppo, sia dal punto di vista progettuale, che delle nuove collaborazioni instaurate con altre realtà culturali e sociali del territorio. «Tra le più importanti novità di quest'anno c'è il progetto di uno sportello di ascolto e consulenza rivolto alle famiglie per venire incontro alle loro richieste e necessità».

Tra gli scaffali della biblioteca, oltre a libri tattili o in braille, silent book, albi illustrati e libri tematici per l'infanzia sono presenti anche gli InBook, così chiamati per l'utilizzo della Caa, che raccontano alcune delle favole più amate al mondo tra cui quella di Pinocchio. Perché, come dice Giovanna Cugnetto, da otto anni attiva nell'associazione prima come volontaria ed oggi come operatrice, «dare la possibilità di leggere un libro uguale al mio è un punto di partenza fondamentale per sentirsi alla pari».

La lettura non solo è un metodo di apprendimento, «ci aiuta a raccontarci, ci dà le parole per esprimerci. Questo è stato importante soprattutto dopo il Covid. Per le persone con autismo il periodo dell'isolamento è stato decisamente problematico, ma i nostri laboratori hanno aiutato loro a raccontare le proprie esperienze ed aprirsi anche in maniera fantasiosa attraverso dei personaggi eroici», racconta Jacopo Schiesaro, bibliotecario.

Ad oggi diverse realtà da tutta Italia contattano la biblioteca per prestiti e consulenze sui temi dell'inclusione e della disabilità. Sono sempre di più anche gli studenti universitari e gli operatori nel sociale e nella sanità che si rivolgono alla biblioteca per consultare la grande varietà di libri di cui dispone su temi sociali e di psicologia.

Come sottolinea Schiesaro, «negli anni abbiamo ampliato il tema della diversità, occupandoci anche di salute mentale, disagio giovanile e molti altri argomenti. Più si va a fondo, più si capisce che la diversità è una cosa che ci accomuna tutti».

All'interno della biblioteca non solo si legge, si crea. Tra i vari progetti del 2022 emerge il laboratorio di fumetto realizzato in collaborazione con Valentina Stecchi, disegnatrice, che ha dato la possibilità ai ragazzi di essere parte attiva del processo creativo, esprimendosi attraverso l'arte e la scrittura. Le altre attività proposte, rivolte sia a giovani che adulti, spaziano dalla lettura espressiva, al laboratorio teatrale diretto dall'attrice Alice Ravagnani, fino a eventi rivolti a tutta la cittadinanza come presentazioni di libri.

Oggi, lo scopo è anche quello di approfondire e raccontare il tema della disabilità al quartiere e alla società per favorire l'integrazione sociale. «Divulgare la nostra esperienza oggi è fondamentale. La disabilità è ancora un argomento che attira poca attenzione nel dibattito pubblico, nonostante si tratti di una condizione diffusa», lamenta Schiesaro.

«Troppa poca consapevolezza sul tema della disabilità», aggiunge Giovanna Cugnetto, «causata soprattutto dalla paura della diversità, quando invece questa costituisce un valore aggiunto in ogni relazione».

Oggi sono venti i volontari che collaborano con l'associazione e che coinvolgono i ragazzi e le ragazze iscritti alle numerose attività, sottolinea Giovanna Cugnetto, «Siamo sempre alla ricerca di nuovi volontari. A coloro che mi chiedono come sia lavorare a contatto con persone con disabilità io dico sempre di provare per credere, è più facile di quanto sembri. Relazionarsi con loro viene spontaneo, qui posso dire di aver trovato degli amici».