BOLZANO. Dalla prossima estate i 116 comuni altoatesini invieranno ai residenti che devono rinnovare la carta di identità,un preavviso di qualche mese sulla scadenza, con la richiesta di esprimere la propria volontà sulla donazione di organi in caso di decesso. A tal fine già in marzo inizierà la formazione del personale delle anagrafi, ha annunciato il direttore dell'ufficio ospedali della Provincia Ulrich Seitz,intervenendo l’altra sera, alla casa Altmann a Gries, alla assemblea della sezione comunale dell' Aido.

Una novità dalla quale i volontari dell' Associazione donatori di organi si attendono un forte incremento nel numero di potenziali donatori, come avvenuto in tutti i comuni italiani dove questo provvedimento è già in vigore. L' Aido intende partecipare a questo nuovo corso mobilitando tutte le sue forze, ma , ha ripetuto il presidente della sezione bolzanina Ulderico Squeo, per dare efficacia al suo lavoro di informazione e sensibilizzazione, ha urgente bisogno di nuovi volontari. Per quanto in costante aumento, infatti, i potenziali donatori iscritti all' associazione, sono oggi 4586, pari ad appena il 4,32% della popolazione di Bolzano. In provincia i donatori, fra Aido e Asl,sono poco meno di 12 mila .

Il quadro attuale è stato tracciato da Bruno Giacon, primario di nefrologia e coordinatore provinciale dei trapianti: 107.000 all' anno i trapianti di organi nel mondo, 3000 in Italia, ( per la metà di rene), dove la lista di attesa comprende quasi 9000 persone. Sono cifre stabili da anni, ma la stabilità, ha rilevato Giacon, è un dato negativo, significa non riuscire a incrementare i trapianti. Nel 2014, sono stati 42 gli altoatesini che hanno ricevuto a Innsbruck un organo nuovo, una ventina gli organi prelevati negli ospedali altoatesini - a Bolzano soprattutto - con solo 7 donazioni, e ben 5 casi di opposizione al prelievo da parte dei familiari. Cifre basse peraltro anche in conseguenza di un fatto positivo, cioè il calo di incidenti e quindi di decessi per morte cerebrale,che è la condizione che rende possibile il trapianto. Tra le cause principali dell’opposizione - ha detto il primario di anestesia del San Maurizio, Peter Zanon, citando uno studio - il timore di manipolazione del corpo umano e la sfiducia nel sistema sanitario.