BOLZANO. Dentro l’acronimo Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) si nasconde la chiave d’accesso alle prestazioni sociali per le famiglie. Il documento viene fornito dai Caf (Centri di Assistenza Fiscale) verificando i dati ricevuti dal cittadino con la Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica). A quel punto, con l’Isee in mano, gli utenti possono recarsi all’Inps o presso altri enti per richiedere gli aiuti. Fino al 15 maggio i Caf forniranno l’Isee gratuitamente a chi lo richiederà, ma da lunedì la situazione si complicherà notevolmente. «Anche i Caf altoatesini - spiega il direttore del Caaf-Cgil Marco Pirolo - aderiscono allo sciopero nazionale dell’Isee. Non forniremo più questo documento». Un disagio non da poco per le famiglie. «Saranno costrette a rivolgersi all’Inps che fino adesso non si è praticamente mai occupato dell’Isee. Hanno problemi di organico e organizzazione. Abbiamo calcolato che saranno circa 15.000 gli altoatesini interessati da questo sciopero».

L’obiettivo dei Caf, naturalmente, non sono i cittadini ma l’Inps stesso. La battaglia si sta svolgendo a livello nazionale e tutto ruota attorno alla convenzione tra l’Istituto e i Caf. «Ci hanno presentato una proposta irricevibile. A fronte di un aumento degli Isee da preparare, vogliono imporci una decurtazione di circa il 30% su ogni prestazione con un tetto massimo al fondo stanziato per questa operazione». Significa che una volta prosciugata la dotazione economica i Caf non saranno più pagati. «Paradossale. Tenendo una media come quella del 2017 noi avremmo esaurito il budget già all’inizio del mese di maggio. Dovremmo smettere di fornire il servizio mandando via le persone. Se le condizioni sono queste tanto vale che l’Inps si occupi da solo dell’Isee». Gli accordi tra Caf e Inps, infatti, prevedono l’assoluta gratuità del servizio per i cittadini. I centri di assistenza non possono e non hanno nessuna intenzione di gravare su di loro. «Bisogna anche considerare - continua Pirolo - che il governo Gentiloni ha attivato una serie di bonus che passano giocoforza dalla presentazione dell’Isee. Ulteriore lavoro per i Caf senza la volontà da parte dell’Inps di riconoscerlo». La linea, dunque, sarà durissima. «Andremo avanti fino a quando l’Inps non rivedrà la convenzione. Sciopereremo ad oltranza».

L’onorevole del Pd Luisa Gnecchi, intanto, è stata co-firmataria lo scorso 4 maggio di un’interrogazione parlamentale sul tema presentata da Cathia Ileana Piazzoni al Ministero delle politiche sociali. «La revisione dell’intera disciplina avvenuta nel corso del 2015 - è scritto nel documento - ha previsto a carico dei Caf maggiori oneri e responsabilità. Tutti i Caf hanno continuato a fornire assistenza ai cittadini anche senza convenzione confidando nelle istituzioni. Si aspettavano una soluzione tecnico normativa che consentisse uno stanziamento adeguato in modo da mantenere gratuito il servizio alla cittadinanza. La convenzione scaduta stanziava 76 milioni per le prestazioni e rappresentava l’unica fonte di ricavo dei Caf».