MERANO. Con i brividi e semi-appiedati. E pronti a drastiche forme di protesta per le condizioni di lavoro. Alle Poste centrali, in via Roma, nei locali del "retropalco" - dove si organizza la distribuzione della corrispondenza - l'altra mattina il termometro segnava 12 gradi. Ma non è la sola denuncia dei lavoratori, perché pure le consegne sono in sofferenza: otto motociclette destinate al recapito sono fuori uso e i portalettere sono obbligati a usare le automobili alternandosi con i colleghi, generando disfunzioni nel servizio.

Due binari di disappunto che conducono nella stessa direzione: richiesta di intervento manifestata con due comunicazioni a firma di Antonella Longo, segretaria provinciale della Failp Cisal (federazione lavoratori postelegrafici), inviate il 10 gennaio al responsabile area recapito della sede di Merano di Poste Italiane, contenenti la minaccia di rivolgersi all'ispettorato del lavoro e riservandosi il diritto di sospendere le prestazioni. Corrispondenza a rischio, dunque, nei prossimi giorni.

Certo l'ondata di gelo di questi giorni non ha aiutato, tuttavia il problema del freddo nelle sale retrostanti gli sportelli delle Poste centrali (tecnicamente il Cpd, centro primario di distribuzione) non risale a ieri.

Il messaggio del sindacato, per il quale è intervenuto anche il rappresentante Failp del Triveneto Marcello Caravello, denuncia l'insostenibilità "di lavorare con i cappotti, perché la caldaia è malfunzionante" sottolineando che il problema è noto all'azienda da oltre un anno. Vengono chiesti la riparazione dell'impianto e l'intervento "con soluzioni di immediato impatto, visto che la stagione fredda è solo agli inizi", ma anche considerato che della situazione la dirigenza è informata da tempo. Risposta entro 48 ore dalla comunicazione, vale a dire entro oggi, per evitare la segnalazione all'ispettorato del lavoro. Quanto ai possibili effetti sul servizio, i sindacalisti ricordano l'obbligo del datore di lavoro ad assicurare condizioni idonee a garantire la sicurezza e le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica del lavoratore. Precisando che violazioni dell'obbligo legittimano a non eseguire la prestazione: per tanto possibili braccia incrociate e cassette delle poste vuote.

Altro tema il parco mezzi: dal sopralluogo della Failp risulta che otto motociclette destinate al recapito si trovino parcheggiate nel cortile delle Poste in attesa di essere riparate dall'officina di pertinenza, a Bolzano, per un periodo rimasta chiusa per ferie. "Sedici portalettere - spiegano i sindacalisti - sono costretti ad utilizzare le auto a disposizione alternandosi ad ore. Ne consegue che la posta viene recapitata "a singhiozzo" procurando forti lamentele da parte dell'utenza e numerosi disservizi. Ne esce fuori un'immagine societaria che non è certamente quella della pubblicità "il cambiamento siamo noi".